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Nunzia Scalzo - Vite storte - A&B editrice PEO Maggio/Giugno 2019

25/05/2019, 06:27

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William Dean Howells - Indian summer - Fazi Editore

23/05/2019, 01:01

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Luca Buggio - La città dell’assedio - La Corte editore

19/05/2019, 01:01

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Il consigLIBRO della primavera 2019 è di:


Valentina Di Cesare, L'anno che Bartolo decise di morire, Arkadia Editore.

14/06/2019, 01:01



Sabato-15-giugno-la-premiazione-della--XVIII-edizione-del-Premio-indediTo-Colline-di-Torino


 



Sabato 15 giugno la premiazione della XVIII edizione del 

Premio indediTo-Colline di Torino

Le News


Dopo la presentazione dei finalisti e delle ultime opere pubblicate che si è svolta il 12 maggio nella splendida Arena Piemonte del Salone del Libro di Torino, la premiazione della diciottesima edizione si terrà quest’anno per la prima volta il 15 giugno ore 21 nella prestigiosa cornice del Circolo dei Lettori di Torino attraverso la consegna dei premi e un reading dedicato alle opere dei vincitori interpretato dagli attori Melania Giglio, Tindaro Granata, Linda Messerklinger e Andrea Zirio (membri anche della giuria), accompagnati dal live ambient elettronico del pianista torinese Fabrizio Rat.

Parteciperanno all’evento finale autorità e partner del Comitato d’Onore, i membri del Comitato di Lettura e della Giuria presieduta da questa edizione dalla scrittrice Margherita Oggero coadiuvata da Maurizio Cucchi, Paolo Lagazzi, Davide Rondoni, Dario Salvatori, Cristiano Godano (Marlene Kuntz), Paolo Di Paolo,  Enrico Remmert, Gaia Rayneri, Vito Cioce, Leonardo Caffo, nonché dai vincitori della passata edizione.In occasione della premiazione del 15 giugno al Circolo dei Lettori di Torino saranno annunciati i vincitori delle varie sezioni e assegnati anche i premi speciali "InediTO Young" in collaborazione con Aurora Penne, "Borgate Dal Vivo", e tra i nuovi quelli intitolati ad "Alexander Langer" in collaborazione con la Fondazione Alexander Langer e la Città di Torino, a "Giovanni Arpino" sempre con la Città di Torino, "European Land" in collaborazione con l’UJCE (Unione Giornalisti e Comunicatori Europei), nonché il premio "InediTO RitrovaTO" in collaborazione con la Città di Alba che sarà conferito a un’opera inedita di uno scrittore non vivente.
01/06/2019, 01:01



Felicità:-cos’è-e-da-dove-viene---L’angolo-socio-psico-pedagogico-di-Giusi-Lo-Bianco


 



Felicità: cos’è e da dove viene  

L’angolo socio-psico-pedagogico di Giusi Lo Bianco


Antica Grecia, VI secolo a.C.: Sparta e Atene sono i centri di maggiore splendore. La prima è concepita come una macchina perfetta per produrre grandi soldati. Tutto quello che gli spartani facevano, come educavano i giovani, come organizzavano la loro economia, chi ammiravano, cosa mangiavano, era finalizzato a quello scopo. Sparta ebbe un enorme successo. Ad Atene gli interessi della popolazione erano diversi. Non era una grande città, contava appena 250.000 abitanti, ma vi erano teatri, templi, gallerie commerciali e palestre. Vanta tutt’oggi di essere la patria del primo e forse più grande filosofo del mondo e primo pensatore utopistico della storia: Platone. Il suo pensiero, ancora attualissimo e studiato in tutto il pianeta, rappresenta le basi dell’antica saggezza. Egli dedicò tutta la sua vita a un unico obiettivo: aiutare le persone a raggiungere uno stato di benessere che lui chiamava felicità. Individuò quattro vie per il raggiungimento di questo stato di benessere: pensare di più, lasciarsi cambiare dall’amore, decodificare il messaggio della bellezza e riformare la società.

Platone era convinto che una società non potesse perfezionarsi né con la produzione di beni materiali né con un esercito potente né con la ricchezza, bensì con la produzione di "persone felici". Fondò un’antica scuola di saggezza, "l’Accademia", che andò avanti per oltre 300 anni. Lì gli studenti imparavano non solo la matematica e l’ortografia, ma venivano anche educati alla bontà e alla gentilezza. Il suo obiettivo finale era che gli allievi diventassero prima di tutto filosofi e poi politici, in modo che al governo della polis ci fossero persone preparate culturalmente e ben formate spiritualmente. I re dovevano essere filosofi e i filosofi re! Questo per Platone il percorso per raggiungere sia la felicità individuale sia quella comunitaria.

Anche oggi siamo tutti interessati al raggiungimento della felicità. Cosa ci serve veramente per essere felici? La salute? Una famiglia unita? Buoni amici? Un buon lavoro? Una casa? Una bella macchina? Tanto denaro? Quanti desideri ogni giorno compongono la nostra esistenza... Ma non è solo la filosofia che, dalla notte dei tempi, si occupa del raggiungimento della felicità. Questo stato di benessere è da tempo studiato anche dall’economia; infatti, gli studi sulla felicità sono uno degli elementi di maggiore novità e interesse nell’ambito della ricerca economica, psicologica e sociale contemporanea.

Oggi gli economisti, assieme ad altri scienziati sociali, studiano e misurano la felicità ’soggettiva’ e individuale, confrontandola con i tipici indicatori economici, quali reddito, ricchezza, disoccupazione e altro ancora. Nell’immaginario collettivo più si hanno soldi, più si può essere felici. Eppure la scienza confuta questo assunto. Il punto di riferimento indiscusso nel panorama dell’economics of happiness è sicuramente Richard A. Easterlin. La scoperta più interessante, infatti, ci viene dal primo dato empirico da cui si è partiti negli studi sulla felicità, presto divenuto noto come il paradosso della felicità in economia, o paradosso di Easterlin (1974), cioè l’inesistente o troppo esigua correlazione tra reddito e felicità, o tra benessere economico e benessere generale.

Il paradosso di Easterlin dice in sintesi che la relazione tra reddito e felicità auto percepita non cresce linearmente nel tempo, all’inizio aumentano insieme, ma dopo una certa soglia e dopo un certo tempo, ogni ricchezza in più non solo non aumenta la felicità, ma l’andamento s’inverte e la felicità si stabilizza o decresce: ha praticamente l’andamento di una U rovesciata.

In sostanza, il reddito non è sufficiente a spiegare il benessere soggettivo. Il paradosso di Easterlin, dopo essere stato messo in discussione, è stato recentemente confermato.

Quindi Platone aveva ragione?
30/05/2019, 01:01



Antonio-Moresco---Fiaba-d’amore-del-vecchio-pazzo-e-della-meravigliosa-ragazza-morta---SEM
Antonio-Moresco---Fiaba-d’amore-del-vecchio-pazzo-e-della-meravigliosa-ragazza-morta---SEM


 



Antonio Moresco - Fiaba d’amore del vecchio pazzo e della meravigliosa ragazza morta - SEM

Le recensioni in LIBRIrtà
Gli Evergreen

A cura di Vincenzo Fazio

Riproposto da SEM - Società Editrice Milanese, col suo titolo originario, come riporta nella nota di risvolto lo stesso autore,  Fiaba d’amore del vecchio pazzo e della meravigliosa ragazza morta, ci pone un interrogativo che ad oggi potrebbe sembrare una volontà alternativa di certe fragili menti, o di buoni propositi di menti forti, proprio come accade al vecchio pazzo che supportato da una meravigliosa ragazza vivrà dei momenti, partendo dall’igiene fisica che gli cambieranno la vita. 

Qual è l’interrogativo? Ecco qui: si può immaginare che un vecchio clochard definito pazzo, uomo chiuso che dialoga soltanto con un colombo che lo accompagnerà durante la vita (e scoprirete qual è la vita o quali sono le vite),  ed una bellissima, fine ed elegante ragazza possano intraprendere una storia d’amore?

Si! Proprio leggendo questa struggente fiaba scritta anni fa dal maestro Antonio Moresco. Storia proiettata nella vita reale e nella vita post mortem l’autore nel raccontarla, usa un linguaggio molto forte, che in certi momenti porta il lettore, a delle riflessioni ontologiche e non solo, molto pesanti, vedi ad esempio la descrizione dettagliatissima come si adegua una persona che vive in strada.

Il viaggio che attende il lettore è di una malinconia coinvolgente. La storia ci vuol far capire che la vita di ogni persona non ha né inizio né fine, perché non si sa se la vita reale è quella che viviamo o se prosegue dopo la morte, ammesso che vi si possa dire cosa è la vita reale e di cosa sia la morte: se quella che viviamo sia la morte e quella che chiamiamo morte, sia la vita reale.

Personalmente dopo aver letto questo libro, penso che passerà un pò di tempo prima di riprendere una nuova lettura. Per adesso vivo una forte meditazione. Non so se ai lettori questo libro darà le stesse sensazioni di shock emotivo che ha procurato in me; non so se piacerà o meno; non so come sarà interpretato, ma il pensiero di questo uomo è definibile solo come quello di un "geniale scrittore del vero".



Titolo: Fiaba d’amore del vecchio pazzo e della meravigliosa ragazza morta
Autore: Antonio Moresco
Editore: Sem
Pagg.: 119
Prezzo: € 13,00
Voto: 8 1/2


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Le nostre rubriche seguono il seguente ordine settimanale:

 

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