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Una primavera in Grecia è il ConsigLIBRO dell'Estate 2021

2021-07-06 19:44

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Una primavera in Grecia è il ConsigLIBRO dell'Estate 2021

Domenico Tumiati - Una primavera in Grecia - ETPbooks - Consiglibro estate 2021 - A cura di Letizia Cuzzola

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A cura di Letizia Cuzzola

 

David Alberto Murolo, Direttore della collana Maps&Trips per ETPbooks, ha la capacità di scovare perle, di esplorare i fondali della letteratura e dell’arte mediterranea senza perdere alcun tesoro che meriti di essere riportato alla luce e così fa nel curare e proporre “Una primavera in Grecia” (ETPbooks, 2021) di Domenico Tumiati. 

È la primavera del 1906 e Tumiati parte da Brindisi, dopo gli studi di storia ed estetica a Firenze, per andare alla scoperta della Grecia, di quel mondo classico per lui ancora solo teorico: «Si vaga dapprima, inebriati da una sensazione unica che non ha nome, perché abbraccia ciò che perennemente nasce e ciò che non può essere più. Un’atmosfera luminosa attrae l’anima a volo, in mezzo a nubi erranti, fra canti di uccelli e di fronde, verso la fontana invisibile della vita». L’approdo primo è a Corfù, dove subito appare l’anima inquieta dello scrittore e la sua scrittura pittorica nel descrivere non solo i luoghi ma le sensazioni: «Di nulla m'importa, solo di vivere: sono i momenti più belli della vita». Già dalle prime pagine di questo diario di viaggio la ricerca della bellezza è evidente: nessuno sguardo di donna o fiore che fa breccia fra la polvere sfugge agli occhi bramosi del Tumiati, i cui slanci e desideri trovano fra le rovine delusioni e conferme in egual misura: la purezza classica e la semplicità dell’Arcadia sono frantumate e sparse in un mosaico da ricomporre, la cui figura però sembra poter riprendere forma. 

Domenico Tumiati, che la Grecia la attraverserà con ogni mezzo possibile, si ritroverà spettatore di eventi quasi storici come i giochi Panellenici che hanno luogo ogni anno in primavera e i Giochi olimpionici intermedi. Sembra quasi che il destino abbia voluto offrirgli su un piatto d’argento tutti gli elementi per comprendere e meglio descrivere questo territorio tanto noto fra le pagine dei libri di storia da secoli, quanto sconosciuto nella sua reale attualità. 

«Gli Ateniesi si divertono sempre e con poco. Un mazzo di carte, i dadi, Il giornale, bastano a impiegare riccamente una giornata». Non è la descrizione di usi e costumi della Grecia a trapelare da queste poche righe ma tutto il Mediterraneo rimasto protetto dalla modernità: basterebbe sostituire ‘Ateniesi’ con qualunque nome di popolo italico meridionale per ritrovarvi la stessa anima trasmessa e radicata in secoli di dominazione greca; basterebbe guardare a questi minimi dettagli per comprendere come il Mediterraneo non ha mai smesso di essere Mare Nostrum o mare fra le terre che ha unito in un corpus scisso solo dall’avidità umana e dal nazionalismo osceno. Che i secoli non abbiano cambiato la natura dell’uomo mediterraneo, il cui unicum è dettato anche dall’assenza di un sinonimo per quest’ultimo termine, è chiaro: «Qui si lotta per il proprio posto, che ad ogni nuova elezione corre pericolo, e per il nome è l'aspetto più o meno simpatico dei candidati. Ho avuto il piacere di trovarmi ad Atene durante il periodo delle elezioni politiche, e confesso che ho trovato sempre l'illusione di trovarmi in pieno carnevale. […] È un carnevale di quaresima, permesso Dalla Chiesa: invece delle immagini del Santo si portano in processione quelle dei candidati». Un testo che ha superato il secolo di vita ma che rappresenta una realtà che non è ancora riuscita a sostituirsi e rinnovarsi.

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Il cammino di Tumiati prosegue e: «Il viaggio dell'Athos è il viaggio dei secoli, il ritorno a Bisanzio, all'impero greco; perché nella lingua di Platone e di San Giovanni Crisostomo, i monaci non hanno cessato mai di pregare, per i loro imperatori Foca e Costantino, come se fossero vivi tutt'ora nella loro reggia». In questo paradiso senza donne e nella descrizione dei monasteri il nostro fa un passo indietro, stupito dall’avervi trovato quella immobilità del tempo che tanto aveva cercato fra le rovine e nei centri minori: «[…] In quel punto dello spazio, il tempo non ebbe nessun potere, perché fu spezzata la catena delle nascite, e la vita venne misurata soltanto dalla successione immutabile delle cerimonie e delle preghiere; senza che niuna differenza d'aspetto lasciasse ravvisare un intervallo fra gli ultimi uomini e i primi, come se lo stesso individuo, da quindici secoli, non avesse cessato di vivere e di pregare».

Impossibile è, però, descrivere la Grecia dei primi del Novecento tralasciando la Turchia. La Costantinopoli dei sogni e delle immagini barocche del narratore si scontrano con la verità dei luoghi: «Una città senza anima, una testa senza idee, tale è Costantinopoli». Per Tumiati è impensabile e cocente delusione vedere che quella che era stata la città in cui la Storia era riuscita a farne la sua enciclopedia anche artistica adesso è: «(…) la stalla della Sublime Porta, scrofa dalle cento mammelle, a cui pendono poppanti tutti i popoli, gente d'Asia, d'Europa e d'Africa, gialla, bianca e nera, dai fez rossi e dai turbanti verdi, dai cilindri e dalle marsine, con le tasche smunte e le scarpe lucide, e il latte fra i denti della scrofa turca».

Quasi al termine della lettura mi si svela ciò che percepivo nel tentativo di mettere insieme il filo del diario, supportata anche dalla mappa a corredo del libro: «Un pittore mio amico, - soggiunsi - una specie di Cellini redivivo, definì il matrimonio una lotta mortale fra la poesia dell'anima e la prosa del corpo. Che ne dite?». Il viaggio di Domenico Tumiati è un matrimonio intimo, un tentativo di unire la poesia della sua visione classica con la prosa della modernità. Un matrimonio riuscito, almeno a parole.


L'autore

Domenico Tumiati (Ferrara 1874 - Bordighera 1943), giornalista e drammaturgo, divenne popolare per il ciclo dei drammi sul Risorgimento e per diverse opere teatrali di ispirazione cavalleresca. Fratello del poeta e scrittore Corrado e del noto attore Gualtiero, fu legato da profonda amicizia a Giuseppe Pellizza da Volpedo. Nella sua prolifica attività letteraria pubblicò libri di poesia, romanzi, novelle, saggi d’arte e due libri di viaggio in qualità di giornalista: Nell'Africa romana. Tripolitania (1905) e Una Primavera in Grecia (1907).

 

 

Il libro dell'estate 2021 consigliato da Letizia Cuzzola per i lettori del nostro blog

Titolo: Una primavera in Grecia

Autore: Domenico Tumiati

Editore: Etpbooks

Pagg: 188

Prezzo: 18

Voto: Incantatore

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