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Luca Ricci autore de "Gli autunnali" si racconta a Le interviste

2018-06-27 02:01

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Luca Ricci autore de "Gli autunnali" si racconta a Le interviste

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Le interviste - Luca Ricci autore de "Gli autunnali" - La nave di Teseo - si racconta per i lettori

Salvatore Massimo Fazio ha intervistato Luca Ricci.
Lo scrittore insegnante e drammaturgo pisano, ha accolto il nostro invito a raccontarci la profondità dei suoi libri. Dall’esordio con Addictions, passando per Einaudi sino ad approdare a La nave di Teseo con l’enigmatico, quanto reale, Gli autunnali.

Intervista.Buongiornocaro Luca, siamo molto lieti di averti ospite nel nostro blog per unaintervista ad ampio raggio, pur mantenendo la sinteticità, come ènostro target. Iniziamo? Iniziamo!  
L’ultimotuo libro, Gliautunnali,pubblicato per La nave di Teseo, è un colpo duro, che però scorree si fa leggere con interesse, da volerlo finire presto. Mettiti neipanni del lettore, del critico e del blogger: perché è un "colpoduro" secondo te? Per il piacere dello svelamento che dai dellapotenziale stanchezza del vivere, quasi uno spleen baudeleriano,che, nel contemporaneo coinvolge troppe persone, o perché dai unasperanza attraverso quella che può essere una illusione patologica? Ungiorno in piazza Cola di Rienzo a Roma mi sono imbattuto in una scenache mi è rimasta impressa: una donna di circa cinquant’anni,dall’aria un poco sciatta (quella sciatteria che viene da un doloreprovato a lungo, sempre lo stesso, che ti consuma), offriva tutte lesue attenzioni e le sue cure materne a un bambolotto di plastica. Sicapiva subito che per la donna non era un gioco estemporaneo, ma lasua fissazione, la sua mania. Sono situazioni eccessive, al limite,eppure secondo me rivelano la natura umana per quello che è, leillusioni patologiche riguardano tutti, sono presenti nel nostroquotidiano. Se dire questo significa colpire duro, ebbene sì, hocolpito duro.

Facciamoqualche passo indietro. Nel 2008 per Einaudi, esce Lapersecuzione del rigorista,un libro dalle sembianze di racconto lungo, quasi a sfiorare il romanzo, chenella prospettiva della metafora è, a nostro dire, autentico,perfetto e irripetibile. Quanto a irripetibilità lo paragonereiall’album Linea Gotica dei C.S.I. "Chissà se altri riusciranno ascrivere qualcosa che vi si avvicina!!!" esclami, sennonché, mi trovo conGliautunnalitra le mani e la lettura mi riporta in automatico a Lapersecuzione del rigorista,si intenda bene, non vi è auto-plagio, ne ripetizione, tutt’altro,vi è quella magia, quasi una parsdestruensrealistica che ho incontrato anche nel libro del 2008. C’è statointento da parte tua di renderli così vicini o è quellameravigliosa stilistica e profondità che attui quando scrivi, chemi ha portato a renderli compagni di scaffale nella mia libreria?  Diceil saggio che lo stile non va mai cercato, va trovato! Più ingenerale se getto uno sguardo panoramico ai libri che ho scritto,riconosco un tratto comune nella profondità (che si avvale sempre dimolte domande e di poche risposte - solo la manciata che servono perconferire al plot una sua dignità) e nel tentativo di rappresentarela purezza.La purezza è il mio elemento divino, e di solito viene incarnata inun personaggio raccontato e visto da altri - da chi questa purezza nonce l’ha (e spesso tenta di sporcarla, da cui il motore narrativo). Nel caso de Gliautunnaliquesta purezza è la dote di Jeanne Hébuterne, la compagna realmenteesistita di Modigliani, di cui il protagonista si innamoraperdutamente. 

Neituoi romanzi, c’è una trasposizione della tua persona? Anche solocome cameo?Unavolta durante una presentazione a chi mi rivolgeva una domanda similerisposi: "Ho mentito, perciò ho parlato di me". La letteraturanon può non parlare e riguardare, direi anche intimamente, chi lafa. Ma tutto è filtrato dal lavoro artistico, c’è una selezione ericombinazione di tutti gli elementi biografici, finché non siperviene a un risultato artistico soddisfacente. Anzi direi che ilpiù grande talento di uno scrittore è proprio quello combinatorio,la capacità di selezionare (la storia giusta, i personaggi giusti,le scene giuste, i periodi giusti, la frase giusta, la parolagiusta).  
Vivii tuoi lavori in prima persona, o come spettatore? O riesci adistaccartene con metodicità? Seintendiamo quando il libro è pubblicato, so che bisognerebberispondere che i libri sono come figli e bisogna lasciarli andare peril mondo, vivendone le vicissitudini con superiore distacco. Per menon è così. Io vado in libreria e se non lo trovo esposto come si devem’incazzo. Soffro quando leggo recensioni stupide, e oggi chiunquepuo’ scriverne una grazie ai social-network o a queste grandibiblioteche virtuali del rancore tipo Anobii o Goodreads. Soffroanche per gli elogi stupidi, ma ovviamente con un occhio piùindulgente. 

Torniamoa Gliautunnali,può essere l’ossessione un plus per i sentimenti? O deve rimanererelegata nella patologia psicogena, se non addirittura psichiatrica? Torniamoalla donna in piazza Cola di Rienzo col suo bambino di plastica.Penso che i sentimenti, soprattutto l’amore, abbiano dei trattipalesemente ossessivi. Un amore sano,di fatto, è una contraddizione in termini. Quando si ama sinevrotizza il sentimento, siamo totalmente in balia dell’amato: chiama è destinato a perdere, il suo unico premio sarà l’amorestesso, l’aver amato, l’aver avuto la capacità di ammalarsi. NeGliautunnaliho provato a raccontate tutto questo.

Tuhai mostrato di amare i micro-racconti e i racconti, tanto da far unbel tour portando in giro per l’Italia letture tratte da Nessunaenfasi: cinque racconti letti e illuminatie Fantasmiper Voce e Viola. Puòdefinirsi il racconto una mitragliata, più allungata, che scuotale coscienze? E nel tuo caso: cosa sono i racconti di Luca Ricci? Sidovrebbero fare solo reading di racconti. Detesto invece la letturadi stralci di romanzo, anche se magari sono scene circoscritte, conuna loro dignità drammaturgica. I racconti sono la base di tutto,ogni narrazione lunga è costituita da racconti, è un insieme diracconti (Giorgio Manganelli, rovesciando la prospettiva, parlava deiromanzi come di serial killer di racconti), per questo motivooccuparsi di racconti significa tornare alla sorgente di tutte lestorie possibili. Il mio lavoro sulla forma breve si è modificatonel tempo, sempre cercando una sorta di forzatura, di sperimentazionerispetto allo standard. Nei primi anni ho dato corso a raccontimodulari (e raccolte, tipo L’amoree altre forme d’odio),che valevano in quanto sequenza narrativa, declinazione su rullo dielementi compositivi e tematici ricorrenti; di recente invece hotentato la direzione opposta, la slabbratura e l’espansione aoltranza. Il senso ultimo del lavoro è sempre lo stesso, continuareanche a domandarsi: che cos’è un racconto?

Cisaluti omaggiandoci una anteprima? ConLa nave di Teseo stiamo lavorando su più fronti. Gliautunnalidovrebbe inserirsi in una quadrilogia sulle stagioni, un progettoampio e ambizioso, che mi occuperà per i prossimi anni. Stiamo ancheapprontando una edizione allargata de L’amoree altre forme d’odio(che uscì in prima battuta da Einaudi, ma non penso abbiano maicapito cosa avevano pubblicato), con tutti i racconti di quelperiodo, anche provenienti da altre raccolte o inediti, un lavoro disistematizzazione necessario, e che molti lettori aspettano. 
Ci hai stupito, oltre che onorato a darci risposte che hanno fatto comprendere più come lavori. GrazieLuca.A voi.

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