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Maria Mattioli - Parliamo greco [senza saperlo] - ETPbooks edizioni

2020-03-12 00:01

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Maria Mattioli - Parliamo greco [senza saperlo] - ETPbooks edizioni

Maria Mattioli Parliamo greco [senza saperlo] ETbooks edizioniLe recensioni in LIBRIrtàA cura di Letizia Cuzzola "Parliamo greco [senza saperlo]" (ETP

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Maria Mattioli 

Parliamo greco [senza saperlo] 

ETPbooks edizioni


Le recensioni in LIBRIrtà


A cura di Letizia Cuzzola
 

"Parliamo greco [senza saperlo]" (ETPbooks, 2019) di Maria Mattioli è la forma cartacea di tutti i sogni proibiti dei linguisti: chi ha un’ossessione per le parole, per l’etimologia non potrà che gongolare tenendo fra le mani quest’ultima fatica della Mattioli. Non ci si trova davanti un semplice dizionario, una mera elencazione di parole ed etimi ma l’Anima stessa delle parole, la decostruzione e ricomposizione delle lettere di più di tremila lemmi. 
Si parte dall’Antibabele: «Il campo di ricerca dell’Antibabele evidenzia punti di somiglianza concettuale e/o identità tra le sei lingue del chiuso mare Mediterraneo, laddove invece i dizionari bilingui di solito cercano definizioni o differenze» 1. Sei lingue: greco; italiano; inglese; francese; spagnolo; tedesco. Basterebbe già questo per far entrare in fibrillazione anche interpreti e traduttori fra calchi, prestiti e antiprestiti («parole "greche" create da altre lingue nel greco moderno solo in un secondo momento»), laddove la lingua è duttile, non conosce porti chiusi ma mani in pasta con cui plasma le sue necessità senza limiti.
Le diverse sezioni tematiche affrontano la quotidianità passando, anche, attraverso le nostre paure e le divinità: «La lingua, quindi, recupera l’enorme tesoro della propria memoria: è la memoria della sua origine e del suo percorso felice. È la memoria inaspettata dell’archetipo della lingua unica da cui provengono e alla quale umilmente ritornano i discendenti ribelli dei primi operai di Babele» 2.
Usciamo dai nostri confini mentali e giochiamo con le parole, torniamo a quella Babele originaria di cui abbiamo perso memoria, proviamo a rimettere ordine scoprendo che dal caos è nata una ’stella danzante’ che ognuno ha personalizzato in base alle proprie esigenze pur mantenendo la scintilla originante: la lingua greca.
«Per sintetizzare il discorso, (...) il greco è sostanzialmente l’archetipo linguistico delle lingue europee, poiché in esse, del greco, anche quando non se ne usino direttamente le parole, troviamo la mentalità che ha concorso a formarle. (...) Una mentalità che potrebbe coincidere con quell’a-priori, con quella forma mentis che Kant riteneva comune a tutti gli uomini». 
Un interessante capitolo ripropone i discorsi anglogreci di Xenofon Zolotas che, in due interventi a Washington in veste di Direttore della Banca greca e Amministratore del debito pubblico greco, riuscì a dimostrare che, fatta eccezione per articoli, preposizioni e connettivi, utilizzando solo parole greche era possibile farsi comprendere anche da un pubblico prettamente anglofono. Ed ecco che la fregola linguistica ricorda che: «La teoria della Grammatica Universale di Chomsky è sicuramente una delle più nota fra tutte quelle che spiegano come si acquisisce una lingua, basata su dei principi di grammatica condivisi da tutte le lingue, e Noam Chomsky afferma che questi principi siano innati per tutti gli esseri umani. Egli non descrivere specificamente una lingua o l’altra, né indica che tutte le lingue abbiano la stessa grammatica ma espone una serie di regole innate che spiegherebbero come i bambini acquisiscono le lingue e come essi imparano a costruire frasi grammaticalmente valide automaticamente, senza che nessuno spieghi loro la grammatica»3.
Ecco che rivive il Mare Nostrum, che scatta quella molla che ci riporta indietro di millenni in un sentire comune che relativizza gli steccati linguistici, li supera e li usa, anzi, come trampolino.
Degna di nota è l’appendice con esercizi didattici, già comprovati dall’esperienza in classe, che lo rendono un testo più che adatto a un pubblico di studenti e cultori che possono mettersi alla prova. 
Lo abbiamo già detto: il greco non è una lingua morta ma in continua evoluzione. Non ha mai smesso di vivere e mutare giacché ha continuato a viaggiare con l’Uomo. _________________________


1. Dalla prefazione di Dimitra Giannara, Docente di Storia della Letteratura Europea all’Università Greca Aperta di patrasso (EAP), Docente di Lingua Greca alla Scuola Italiana di Atene.
2. Cfr. nota 1.
3. Filomena Fuduli Costantino, Noam Chomsky ha ancora ragione: lingua e cervello sono una cosa sola in La voce di New York, 14 novembre 2017.

Titolo: Parliamo greco [senza saperlo]
Autrice: Maria Mattioli
Editore: ETPbooks
Pagg: 356
Prezzo: € 20,00
Voto: 9

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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