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Danilo Castiglione col suo "Considerazioni" è il cartaceo del blog su Paesi Etnei Oggi n. 280 Marzo 2020

2020-03-01 19:06

Admin

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Danilo Castiglione col suo "Considerazioni" è il cartaceo del blog su Paesi Etnei Oggi n. 280 Marzo 2020

Danilo Castiglione ConsiderazioniAlgra EditorePaesi Etnei Oggi Marzo 2020La recensione A cura di Salvatore Massimo Fazio L’approccio del lettore a Con

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Danilo Castiglione

 

Considerazioni


Algra Editore


Paesi Etnei Oggi Marzo 2020

La recensione

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A cura di Salvatore Massimo Fazio

 

L’approccio del lettore a Considerazioni di C. D. M. Castiglione è caratterizzato dall’incontro con alcuni temi nodali dell’esistenza espressi in pensieri organici e riflessioni che inducono a guardare la società contemporanea con uno sguardo interrogato circa la necessità dei turbinosi movimenti, pensieri e finti bisogni che animano l’uomo del nostro tempo. L’uomo che perde il suo “ubi consistam” è condannato a seguire la parcellizzazione del tempo e la sua misurazione, credendo così di essere al top delle sue prestazioni! Non così è nella realtà! Una realtà che attraversa un deserto abitato da interrogativi e domande che, fuori da un percorso spirituale, disorientano e spodestano ogni uomo che si cimenta a vivere sprovvisto di quegli strumenti dell’arte dello spirito.

Un linguaggio asciutto e al tempo stesso ricercato, con ritmo incalzante, guida chi legge in un cammino che attraversa la dimensione dell’accoglienza e della solitudine, dove l’uomo rischia di perdere il proprio posto a causa di una eccessiva monetizzazione della realtà! Partendo da una affermazione evangelica di Luca 2, 7 “…poiché non c’era posto per lui in albergo”, l’autore s’interroga sull’identità del prossimo (plesion) che identifica con chi ha perso il proprio “Nord”, e come l’uomo della parabola del samaritano fatica a riassestarsi senza chi si prende cura delle sue ferite! Con il “giardino” del Cantico dei cantici che fa da contraltare all’aridità del deserto e intona il canto dell’amante ferito, lo scrittore si chiede il perché del male attraverso la “violenza” gridata dal profeta Abacuc! È l’ingresso nel mistero come prassi della realtà e non come dimensione dell’incomprensibile che guida il lettore ad un anelito di cielo nella sua accezione più originaria dal punto di vista etimologico, mentre dalla Terra si eleva una preghiera che sostiene la ricerca di un punto fermo “tra questa zizzania”. Per chi dunque volesse un approccio breve, conciso, ma dalle solide fondamenta argomentative, in queste quaranta pagine trova diversi spunti di riflessine, dove le domande si susseguono a risposte, spesso allusive ma non ambigue. Un testo di cui si sente la necessità nel nostro “tempo di corsa”: come un bicchiere d’acqua all’assetato.