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Fiabe faroesi - Iperborea

11/07/2019, 01:01

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Il consigLIBRO 

Estate 2019 è di:


Gian Marco Griffi, Inciampi, 
Arkadia Editore.

11/07/2019, 01:01



Fiabe--faroesi---Iperborea
Fiabe--faroesi---Iperborea


 



Fiabe  faroesi - Iperborea

Le recensioni in LIBRIrtà
A cura di Salvatore Massimo Fazio 

Altro capitolo della saga delle fiabe dei paesi nordici pubblicate da Iperborea, le Fiabe Faroesi, tradotte in Italia Luca Taglianetti, sono lo specchio del backgroud socio-isolato degli abitanti delle isole Fær Øer, che sicuramente molti conoscono, ma in Italia divennero popolari, perché la nostra nazionale di calcio ebbe ad affrontare la compagine locale per le qualificazioni ad un Europeo.

Non sono fiabe da raccomandare per bambini, o forse si. Bisogna togliere anche la troppa tranquillità di quei luoghi che va a miscelarsi con la crudeltà di specifiche mattanze che praticano nelle isole. 

La bellezza sta nella velocità con le quali si legge una fiaba, non vengono superate le 10 pagine in molti casi, o in altri ancora siamo alla sintesi delle 4. 

Paurose e scatenate streghe, che fanno pensare più che ad una nenia per riposare ad una balla macabra di infante memoria, che gli psicologi e i pedagogisti potrebbero prendere come indice per i traumi di molti soggetti; o ancora la spietatezza del passaggio da uno ad un altro dei personaggi all’interno dello stesso racconto, si faccia casa ad esempio alla fiaba I sette cigni. 

Sette fratelli, una famiglia normale. Muore la madre. Il padre, così come appare normale e in verità cosi come lo è, si risposa. Avrà un’altra figlia. Tutto scorre. Frattanto che i sette figli avuti con la prima moglie, la matrigna di questi, mostra le grinfie fino a scoprire che trattasi di una strega che fa magie per riuscire a trasformare i sette figliastri in cigni. Ecco fermiamoci qui: in una cultura occidentalizzata come quella delle fiabe classiche, l’uomo trasformato in cigno, sarebbe una meraviglia e un auspicio di bontà, qui invece è l’esatto opposto, perché la matrigna, maga, strega (che cogliamo esser tale proprio così come ve lo sto scrivendo, di getto,)trasforma i sette in cigni al fine che questi possano spiccare il volo e sparire. Una ragazza, sorella, rifiuta di ricevere il cibo dalla matrigna e non diverrà cigno, sicché un giorno incontra un prete, dopo una adozione di una coppia che l’ha accolta. L’ecclesiastico ha la cura per far tornare umani i suoi fratelli. Dovranno però passare anni. La ragazza si impegnerà. riuscirà nell’impresa, e poi? E poi pensate ad uno dei fratelli che non avrà un braccio, ma manterrà un legame con la magia, per capirlo? Bisogna finire le ultime, nette e chiare, senza nessun ghirigoro di parole, battute di questo capitolo.

Libro che mi ha lasciato un pò sorpreso, perché non abituato a certa stilistica. Ma forse è proprio questa la bellezza di Iperborea, che traduce senza fronzoli, i testi nord europei, aprendo un varco non indifferente nella letteratura italiana. 
 Promosso e consigliato.

Titolo: Fiabe Faroesi
Editore: Iperborea
Pagg: 157
Prezzo: € 16,00
Voto: 8


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Gian Marco Griffi

Letto, riletto, recensito è media partner dellì Etna Book Festival

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