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Luca Buggio - La città delle streghe - La Corte Editore

28/03/2019, 01:01

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Neni Efthimiadi - 23 anni dopo - ETPbooks edizioni

24/03/2019, 01:01

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John Cage - Silenzio - Il Saggiatore

21/03/2019, 01:01

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28/03/2019, 01:01



Luca-Buggio---La-città-delle-streghe---La-Corte-Editore


 



Luca Buggio - La città delle streghe - La Corte editore

Le recensioni in LIBRIrtà


A cura di Salvatore Massimo Fazio 

La giovane Laura Chevalier assieme alla madre Bertina e al patrigno, ma anche ad una carovana di disperati alla ricerca di una vita migliore, più dignitosa e più agiata dalla vicina Nizza, intraprende un viaggio, a piedi, con destinazione il Ducato di Torino.

Medesimo viaggio lo affronta il giovane Gustin, ragazzo graziato da un nobile, che si avvia verso il Ducato di Torino per tentare di infiltrarsi al fine di destabilizzarne le strategie di combattimento delle milizie torinesi. Gustin, col suo nobile padrone però, dato l’obiettivo diverso da quello di Laura e le possibilità migliori, non affronta il viaggio a piedi.

I due succitati giovani, sono i protagonisti assoluti di questo avvincente romanzo pubblicato dalla piemontese La Corte Editore e scritto con maestria e dovizia di particolari da Luca Buggio che racconta la storia in una Torino di fine ’600 e inizio ’700, quando la città della Mole era Capitale del Ducato torinese, nonché prossima ad affrontare la guerra coi francesi. 

Detta così, sembrerebbe che i due I due protagonisti non si incontreranno mai, ma si sfioreranno, certo non diremmo qui come.

Mi è doveroso dettagliare e scandagliare questa, anomala per me, recensione con dei paragrafi che portino i nomi dei protagonisti, al fine di inquadrarne gli incipit migliori per i nostri lettori.

Laura
La descrizione del viaggio che affronta è non poco rocambolesca. Mentre Gustin assieme al benestante padrone viaggiano a cavallo e in carrozza, Laura affronta un viaggio da Nizza a Turin, parecchio tremendo, praticamente a piedi e, come sopra annunciato, assieme ad altre persone, che lasciavano il luogo di partenza per cercare miglior fortuna nel Gran Ducato torinese. Durante il tragitto, Laura che è con la madre, il patrigno, inevitabilmente si imbattono in balordi, delinquenti e briganti. Cosa che creerà dei momenti di alto disagio e di poca protezione, proprio perché la carovana non possiede armi per difendersi, se non le mani nude, e dati gi incontri con questi balordi, diversi saranno gli episodi di violenza che porteranno i poveri francesi alla morte. Morti atroci. 


Gustin
Nel 1686 aveva 14 anni era un monello, diremmo oggi, di quartiere che rubava, ma si scoprirà pure che aveva assassinato. La sua vicenda è non del tutto tipica per quei periodi storici, anche se poteva accadere. Gustin stava per essere condannato, quando un nobile lo salvò. Gli chiese che reati avesse commesso, chi aveva rapinato e scippato e a chi aveva ucciso. Datosi per spacciato, Gustin glielo disse. Il nobile gli dettò delle condizioni: se lui avesse raccontato tutta la verità, lo avrebbe assunto come sua guardia personale garantendogli di non farlo condannare. Cosa che  avvenne, però gli ribadì che nel momento in cui l’avrebbe tradito o sarebbe andato contro le leggi del paese, scattava una pena, consistente nel farlo giustiziare. Passati gli anni il giovane Gustin crebbe e divenne un pratico stratega della difesa, sicché col padrone organizzò l’intrufolarsi come spia nella milizia del Gran Ducato torinese, per scombinare i piani dei combattenti, al fine di far perdere la guerra ai torinesi.

Spiegati, forse non molto bene e me ne pento, ma capirete il perché solo quando troverete questo libro nelle vostre mani, i passaggi fondamentali di Laura e Gustin, proseguiamo nella recensione.

Il viaggio è la parte cruciale di questo bel volume che è il primo di una trilogia dal titolo "La città...", tant’è che proprio nella descrizione del viaggio entra in ballola bravura e il ritmo incalzante, che di Luca Buggio, possiamo tranquillamente dire, essere un autore con una capacità di approfondimento e di ricerca per creare le sue opere, che se così non avesse agito, non sarebbe mai nato il capolavoro di cui scriviamo, che consigliamo vivamente di leggere.

Scorrendo le pagine ci si trova immersi in dei misteri, che forse il lettore non si aspetterebbe. Si guardi, dunque, alla figura di Gustin. Nonostante fosse un coraggioso, e addestrato al meglio all’uso delle armi, proprio per la difesa del suo nobile padrone, si trovò ad affrontare una stranissima collettività notturna appena giunto nei dintorni di quella che oggi è la città industriale per antonomasia, sino ad essere costretto a "cedere le armi", ciò al fine di salvare la propria vita. 

Anche Laura, che rischiava molto per lo stesso motivo, cioè l’affrontare la realtà notturna, venne a contatto con stranissime e oscure "figure" legate a ciò che un tempo era un dogma per eccellenza, e per ignoranza, quello della stregoneria. Però ciò che accadde alla giovane Chevalier, fu una sorpresa, sempre nell’oscurità e nella paura del calar delle tenebre, che anche in questo caso non spoglieremo, perché la sensazione di shock che abbiamo avuto nel momento che lo abbiamo appreso, è qualcosa che non dovete perdervi. Ma non solo, anche un mistero la coinvolse in prima persona: una eredità lasciatale da un uomo, del quale lei sapeva tutto, il quale non avrebbe potuto praticar questa eredità per un solo motivo, che solo Laura conosceva profondamente.

Il libro è meritevole di lode, tanto che non ci spingiamo oltre nel raccontare o creare allusioni. Possiamo affermare senza remore che lo stile di Luca Buggio è davvero introspettivo, proprio come la città che gli ha dato i Natali e alla quale ha dedicato questo primo volume della trilogia. Buggio è un autore nuovo, che ci piace e che consigliamo vivamente, non solo per il mistero, il noir e il thriller dell’era post moderna, quanto per le notizie e i dettaglia che racconta della prima capitale italiana. Vi chiedo: sapete perché Torino si chiama Torino? O ancora: avete mai sentito dire di Torino città che converge in tre triangoli di città dove si pratica certa magia miscelata a poteri e massonerie non propriamente dette? E lo scontro tra francesi e torinesi del Gran Ducato, perché lo si preparava? Le risposte, nella forma del romanzo storico, ma scorrevolissimo e gradevole da leggere, io l’ho letto in due riprese e in due giorni, ci sono tutte, intersecate con il procedere delle vicende dei protagonisti, che volendovi fare un regalo vi diciamo che mai si incontreranno, però si "sfioreranno"... oltre non andiamo, se non per ribadire che il nostro blog assegna la lode!


Titolo: La città delle streghe
Autore: Luca Buggio
Editore: La Corte
Pagg.: 393
Prezzo: € 16,90
Voto: 10 e lode!

 
24/03/2019, 01:01



Neni-Efthimiadi----23-anni-dopo---ETPbooks-edizioni-


 



Neni Efthimiadi -  23 anni dopo - ETPbooks edizioni

Il consigLIBRO della settimana

  

A cura di Letizia Cuzzola.

23 anni dopo(ETPbooks, febbraio 2019, tradotto da Maurizio De Rosa) è un giallo dentro al giallo, un viaggio nella memoria dei quattro diretti protagonisti (più uno) della storia e dei personaggi che vi ruotano attorno.

«Ai borghesi può anche non importare nulla della morte, ma non si sognerebbero mai di passare per fuorilegge». Una rapina e le strade che si separano per 23 anni. Vite apparentemente normali che vengono stravolte in un’estate che riporta alla luce del sole un segreto ben celato, un ’errore di gioventù’ che ha segnato le vite di Aris, Petrus, Dinos e Niki, convocati in una casa in riva al mare a Capo Sunio, promontorio sulla punta meridionale dell’Attica in Grecia. Ma i nostri vedranno poco le bellezze dei templi e i colori cangianti del mare.

È difficile riaprire i cassetti della memoria quando altrettanto difficilmente si è cercato di costruire una routine. E ad accompagnare i protagonisti di 23 anni dopoci sono una serie di personaggi le cui storie si intrecciano nella trama, spezzano la narrazione serrata seppur corale: ciascuno racconta se stesso, gli eventi dalla sua prospettiva, delineando perfettamente non solo i tratti psicologici che lo caratterizzano ma le varie sfaccettature che la storia ha assunto col tempo.

A convocare il gruppo di amici è Rulis, il Capo dell’epoca, per proporre loro una nuova rapina. Ma la situazione degenera: chi sarebbe disposto a rimettere in gioco tutto una vita dopo? Chi rinuncerebbe alla propria comfortzonecostruita tassello dopo tassello? Ed è qui che gli eventi degenerano, la realtà e le menzogne iniziano a danzare convulsamente: «Le bugie infatti sono padroni esigenti, hanno bisogno di supporti e tendono pericolosamente a proliferare». A farne le spese sarà lo chef, paradossalmente, l’unico abituato a far di conto con la propria coscienza pulita e i propri fantasmi, l’unico personaggio totalmente ignaro del mistero che aleggia e passeggia per la casa, almeno fino a un certo punto...

Le pagine scorrono leggere fra le variazioni di linguaggio che denotano ogni personaggio e il suo stile narrativo, passaggi di registro perfetti che farebbero pensare a più mani che cesellano il testo. La Efthimiadi ha il pregio di aver costruito un noir cromaticamente sfaccettato, piacevole e tecnicamente ammirevole nei suoi colpi di scena, compreso il finale che, passato l’effetto di straniamento iniziale, accompagna il lettore a chiudere il libro con un sorriso di stupore e compiacimento.

Neni Efthimiadi, considerata dalla critica greca una delle più importanti scrittrici contemporanee, lette queste sue pagine ci porta a pensare che ci ha lasciato troppo presto e che volentieri avremmo colto altri frutti della sua penna. Ma 23 anni dopoci costringe anche a un’altra riflessione: perché la letteratura greca contemporanea, che nulla ha da invidiare alle altre letterature, anzi, non riesce a imporsi come meriterebbe? Farebbe bene, a noi lettori, un esame di coscienza in tal senso, un passo indietro rispetto alle logiche del mercato e una maggiore cura nella scelta dei titoli che ci accompagnano e, in questo, risalta la coraggiosa scelta della ETPbooks di scommettere su autori poco noti al mercato europeo cui pure appartengono.

Titolo: 23 anni dopo
Autore: Neni Efthimiadi
Editore: ETPbooks
Pagg.: 256
Prezzo: €16,50
Voto: 10
21/03/2019, 01:01



John-Cage---Silenzio---Il-Saggiatore
John-Cage---Silenzio---Il-Saggiatore


 



John Cage - Silenzio - Il Saggiatore

Le recensioni in LIBRIrtà
A cura di Domenica Blanda (alias Anna Cavestri).

Il testo che è tradotto integralmente in italiano da Giancarlo Carlotti, raccoglie una serie di articoli, conferenze e di saggi scritti da John Cage tra il 1937-1961. 
E’ stato pubblicato per la prima volta nel 1961, quando Cage aveva 49 anni ed una fama circoscritta alla cerchia dell’avanguardia colta americana.Il libro fece epoca diventando la bibbia della contro cultura degli anni ’60. 

Silenzio si pose come il vademecum di un nuovo umanesimo, contro la frammentazione del sapere, per una convivenza fra discipline diverse: la musica, la danza, l’arte figurativa e fra scienza e spiritualità ma anche tra filosofia e umorismo, fra suono e silenzio. 

Il maestro John Cage rivoluziona il concetto tradizionale e accademico di musica e si spinge verso nuove frontiere della sperimentazione sonora applicando il metodo della composizione attraverso la consultazione dell’I Ching così da affascinare con il racconto con degli episodi della sua vita, come parabole zen. 

Nel libro si affronta uno dei concetti cardine dell’opera di Cage: l’uso del silenzio, importante quanto le note, tanto che «Ma, dice, a pensarci bene veramente silenzio non è mai. In qualsiasi situazione, persino dentro a una camera anecoica, si può udire qualcosa»

Per Cage, il silenzio è una parte integrante di un brano musicale, che ha la stessa importanza delle note suonate. Il silenzio totale non esiste se non in un vuoto pneumatico: ovunque vi siano persone o qualsiasi forma di vita vi sarà qualche tipo di suono. 

Nei suoi lavori, Cage non usa mai il silenzio assoluto, ma semmai le varietà di suono generate dalla natura o dal traffico, che normalmente passano inosservate e non vengono considerate musica: «Perché secondo il musicista i rumori sono utili alla nuova musica quanto le cosiddette note musicali, per il semplice motivo che sono suoni». 

E ancora: «La musica è in primo luogo nel mondo che ci circonda, in una macchina per scrivere, o nel battito del cuore, e soprattutto nei silenzi. Dovunque ci troviamo, quello che sentiamo è sempre rumore. Quando lo vogliamo ignorare ci disturba, quando lo ascoltiamo ci rendiamo conto che ci affascina»

I frequentatori abituali delle sale da concerto si ritrovarono letteralmente disorientati di fronte a novità di tale portata, alle quali assistevano del tutto inermi, così come i rappresentanti delle più assopite gerarchie musicali. Cambiamenti così significativi scompaginarono profondamente il mondo musicale contemporaneo, con trasformazioni tali da delineare un vero e proprio spartiacque nella storia della musica. 

Fu grazie agli esperimenti fatti all’interno della camera anecoica se Cage arrivò a proclamare che il silenzio non esiste: «Dopo essere andato a Boston mi recai in una camera anecoica dell’università di Harvard. Tutti quelli che mi conoscono sanno questa storia. La ripeto continuamente. Comunque, in quella stanza silenziosa udii due suoni, uno alto e uno basso. Così domandai al tecnico di servizio perché, se la stanza era tanto a prova di suono, avevo udito due suoni. ’Me li descriva’, disse. Io lo feci. Egli rispose: ’Il suono alto era il suo sistema nervoso in funzione, quello basso il suo sangue in circolazione’»

Cage così concluse: «Dunque, non esiste una cosa chiamata silenzio. Accade sempre qualcosa che produce suono». Ma il suo "silenzio" diventa una musica carica di valenze che variano a seconda di chi lo attua e di chi lo ascolta, e dagli imprevisti possibili dovuti alle varianti di spazio e di tempo in cui il "silenzio" accade.Gli spartiti di Cage scritti nella più pura casualità, mettendo dei punti a caso e tracciando poi dei pentagramma alla ricerca di nuovi suoni. 

«Prendo un pezzo di carta e, su di esso, fisso due punti. Poi traccio linee parallele su un foglio trasparente, per esempio cinque linee, ma non dico a quale linea corrisponda ciascuna categoria. Il foglio trasparente può sovrapporsi al pezzo di carta con i punti in qualsiasi posizione, e la lettura dei punti può compiersi tenendo conto di tutte le caratteristiche che si desideri distinguere»

Curiosa e qausi surreale è stata la sua partecipazione al gioco televisivo a quiz "Lascia o Raddoppia" di Mike Bongiorno, alla fine degli anni ’50, come esperto di funghi, rispose correttamente al domandone finale vincendo una cifra di tutto rispetto. Ogni tanto scriveva anche di funghi, come nella simpatica conversazione immaginaria con Erik Satie

Il pensiero musicale di Cage e la sua ricerca spirituale sono fatalmente figli delle atrocità del ’900 e di Hiroshima: i suoni sommessi su cui lavorò durante la seconda guerra mondiale. Lo studio e la pratica del buddismo zen, gli offrì un valido strumento per ritrovare una sua armonia. 

Questo testo è importante per chi vuole comprendere il paesaggio sonoro in cui viviamo.Anche se le sue composizioni rimangono appannaggio per pochi, il suo pensiero si riflette sia nella musica di oggi che nell’arte nel suo complesso. 

L’originalità di 4’33’’, che ha tenuto in scacco un ’intera sala di concerto sull’arco di 4 minuti e 33 secondi non offrendo altro che silenzio o rumore di sottofondo involontario, è stato un atto rivoluzionario

Gli va dato atto nella sua carriera di aver osato l’indicibile e l’inaudito insieme e di aver dimostrato che l’arte è innanzitutto un esercizio ludico e che non esistono o non dovrebbero esistere regole fisse. È un testo per appassionati di musica o solo dell’artista Cage, di piacevole e interessante lettura.

Titolo: Silenzio
Autore: John Cage
Editore: Il Saggiatore
Pagg.: 320
Prezzo: € 42,00
Voto: 


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Le nostre rubriche seguono il seguente ordine settimanale:

 

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Il consigLIBRO della primavera 2019 è :


Valentina Di Cesare, L'anno che Bartolo decise di morire, Arkadia Editore.

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