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Valentina Di Cesare - L’anno che Bartolo decise di morire - Arkadia Editore

21/03/2019, 01:01

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Premio Strega 2019 - Ecco i nomi dei 12 semifinalisti... ma lo scandalo non si ferma, né si placa!

17/03/2019, 15:17

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Gianfranco Zavalloni - La pedagogia della lumaca - Emi Edizioni - Gli evergreen

16/03/2019, 01:01

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21/03/2019, 01:01

Arkadia Editore



Valentina-Di-Cesare---L’anno-che-Bartolo-decise-di-morire---Arkadia-Editore


 



Valentina Di Cesare - L’anno che Bartolo decise di morire - Arkadia Editore

Il consigLIBRO della stagione - Primavera 2019

A cura di Salvatore Massimo Fazio

Il consigLIBRO della primavera 2019 esce oggi 21.3.2019.  Pubblicato per Arkadia Editore "L’anno che Bartolo decise di morire" scritto dall’abruzzese Valentina Di Cesare. Insegnante di lettere alle scuole medie e giornalista culturale. Nel 2014 ha pubblicato il suo primo romanzo Marta la sarta (edito da Tabula Fati) mentre nel 2017 è uscito, per Urban Apnea Edizioni di Palermo, un suo racconto lungo intitolato Le strane combinazioni che fa il tempo.

L’anno che Bartolo decise di morire è una storia che racconta il confine in cui può finire l’amicizia e iniziare la solitudine, quella che non serve a niente. Bartolo, il protagonista, è un uomo buono, empatico e partecipe della vita dei suoi amici con cui ha uno stretto legame fin dall’infanzia. Soffre di una depressione latente che a poco a poco degenera nel caos delle emozioni, ma per pudore non riesce a parlarne con nessuno degli amici attendendo forse che qualcuno di loro si accorga della sua sofferenza e se ne interessi. Le attese di Bartolo però sono vane. Gli amici di sempre, una carrellata di personaggi ineffabili, a volte superficiali, a volte disperati - e, su tutti, anche un vecchio professore che con il suo cinismo e la sua sapienza fatta di esperienza ci fa sorridere - sono presi a loro volta dai propri problemi, sem- brano non vederlo e minimizzano i suoi comportamenti. Accade così lui attenda invano un’attenzione e una cura che non verranno mai. Lucio è l’unico amico che si rende conto, anche se in ritardo, dell’ansia e del disagio dell’amico Bartolo, ne intuisce la progressione nei giorni scomposti ma alla fine prenderà una decisione estrema e incomprensibile riguardo alla sua vita e quando questo accadrà, Bartolo sarà pieno di dubbi e sensi di colpa. Quello di Valentina Di Cesare è un romanzo sulla precarietà delle relazioni, sulla fine delle illusioni, sull’individualismo imperante e sull’incapacità di vedere gli altri, di ascoltare con sobrietà chi grida di dolore.

Presto la recensione.
Stay Tuned!


17/03/2019, 15:17



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Premio Strega 2019 - Ecco i nomi dei 12 finalisti... ma lo scandalo non si ferma, né si  placa!




Di Salvatore Massimo Fazio 

In occasione di Libri Come, sono stati annunciati i 12 semifinalisti del premio Strega 2019.

Nulla da dire sulle opere, ma ancor di più sugli autori, che di seguito elenchiamo.

Marco Missiroli con "Fedeltà per Einaudi
Claudia Durastanti con "La straniera per La nave di Teseo
Mauro Covacich con "Di chi è questo cuore per La nave di Teseo
Antonio Scurati con "M. Il figlio del secolo" per Bompiani
Nadia Terranova con "Addio fantasmi per Einaudi
Paola Cereda con "Quella metà di noi per Perrone Editore
Cristina Marconi con "Città irreale per Ponte alle Grazie
Benedetta Cibrario con "Il rumore del mondo per Mondadori
Valerio Aiolli con "Nero ananas per Voland
Pier Paolo Giannubilo con "Il risolutore per Rizzoli 
Marina Mander con "L’età straniera per Marsilio
Eleonora Marangoni con "Lux", per Neri Pozza

La situazione rispetto i decenni precedenti sembrerebbe essere migliorata (da almeno un triennio), e quest’anno ci si aspettava, dopo aver letto tutti i libri candidati, ma specialmente dopo aver visto il grande rumors mediatico, che l’onestà intellettuale non si imponeva definitivamente. 

Ripetiamo, nulla da dire, né da ridire, non a caso abbiamo scritto i 12 semifinalisti che a nostro dire, saranno sul podio, o per lo meno, i primi tre nelle prime cinque posizioni: Missiroli, Durastanti, Covacich, Scurati, Terranova. 

Ma ci si è chiesti, dove finiscono opere del calibro di Grittani, La Rampicante pubblicato per LiberAria editrice, o Tomassini con lo shoccante Mazzarrona pubblicato per Miraggi edizioni, o ancora Paolo Ciampi col capolavoro L’ambasciatore delle foreste, pubblicato per l’isolana Arkadia, ma anche Emanuela Ersilia Abbadessa col suo nuovo romanzo pubblicato per Piemme? Nostro parere è che le 12 opere in semifinale siano di buono spessore, e alcuni editori, magati vicini a gruppi ben donde definibili come major, abbiano fatto un ottimo lavoro. Il nostro parere, più drammatico, è che se si dovesse confermare la previsione di ciò che abbiamo elencato, il bottiglione di Liquore Strega per l’estate imminente, si accomoderà negli scaffali già pienissimi di quella editoria che inizia a diventare noiosa, come, per fare un parallelismo calciofilo, l’altra squadra di Torino, quella che col Toro non ha nulla a vedere, quella che ha le strisce verticali con due colori agi antipodi. Questa nota di polemica, non è volta ovviamente a chi lavora per gli editori, quanto per una affollata giuria che non ci spieghiamo non abbia, ad oggi, rivendicato capolavori che ci auguriamo venderanno 30 volte più di quello che noi prevediamo come vincitore.


16/03/2019, 01:01



Gianfranco-Zavalloni---La-pedagogia-della-lumaca---Emi-Edizioni---Gli-evergreen


 



Gianfranco Zavalloni - La pedagogia della lumaca - Emi Edizioni  

Gli evergreen



A cura di Giusi Lo Bianco.

In una società che corre e dove chi si ferma è perduto risulta difficile ricordare che il nostro cervello è una macchina "lenta" che ha bisogno dei suoi tempi e di una sequenza nella sua azione.

"Bisogna perdere tempo per guadagnarne". La massima di Rousseau (Emilio) è forse la più nota della storia della pedagogia; di certo è quella meno seguita attualmente. 

I ritmi dell’educazione rispecchiano la frenesia della società e spesso le scuole tradizionali appaiono come un capitale che bisogna accumulare. Bisogna imparare di più e il più rapidamente possibile! Siamo nell’epoca del tempo senza attesa. Questo ha delle ripercussioni incredibili nel nostro "modo di vivere". Non abbiamo cioè più il tempo di "attendere".

L’attesa è un principio pedagogico fondamentale, nell’attesa si impara a guardare con attenzione, a scoprire i propri talenti, a valorizzare ciò che si ha e che si è.

La natura ci insegna che il tempo dell’attesa (l’attesa dopo la semina, l’attesa che spuntino i frutti sugli alberi, l’attesa che passi l’inverno) non è tempo perso ma è tempo biologicamente necessario, che si riempie spesso di attività di preparazione ad eventi ciclici come il raccolto.

Sono diversi i pedagogisti che riflettono sui ritmi dell’educazione odierna, proponendo un rallentamento che consenta una migliore qualità educativa. Trovo che il più interessante sia "La pedagogia della lumaca", un libro scritto da Gianfranco Zavalloni, Dirigente Scolastico di una scuola in Romagna e per 16 anni maestro di scuola materna. L’autore indica delle strategie didattiche di "rallentamento", peraltro identificate in una scuola di Bolzano, utili per far vivere ad ogni bambino la scuola come un luogo in cui si cresce in modo naturale e tranquillo.

Perdere tempo a parlare rappresenta la premessa indispensabile per un corretta relazione educativa: non si può prescindere, infatti, dalla reciproca conoscenza e creare in classe un clima sociale positivo è possibile solo ascoltando e conversando con i bambini, conoscendo la loro storia e le loro vicissitudini quotidiane.

Purtroppo la scuola tradizionale odierna, assillata dal programma da completare, è l’antitesi di questa proposta di avvicinamento, di creatività e di rispetto che promuove un perdita di tempo per ascoltare i bambini e per sperimentare nuove forme di apprendimento.

Molto significativa a tal proposito la prefazione al libro di Christoph Baker : "Noi esseri umani non siamo più importanti di una farfalla, di una spiga di grano, di un sasso levigato dal torrente o di un tramonto sontuoso al largo dell’Isola del Giglio... Come è nobile la lumaca che ci insegna, grazie alle belle pagine di questo libro, che lento è bello!"

Titolo: La pedagogia della lumaca
Autore: Gianfranco Zavalloni
Editore: Emi
Pagg.: 192
Prezzo: € 12,00
Voto: 10  


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Il consigLIBRO della primavera 2019 è :


Valentina Di Cesare, L'anno che Bartolo decise di morire, Arkadia Editore.

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