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Cinzia Pagliara - Will Shakespeare, la tua volontà - con il sonetto inedito Shall I die? - Haiku edizioni

17/01/2019, 01:01

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Conversazioni sulla tolleranza - Martedì 15 h. 15:30 - Catania

15/01/2019, 14:48

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Piernicola Silvis - La Lupa - SEM - Le recensioni in LIBRIrtà

10/01/2019, 01:01

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Cinzia-Pagliara---Will-Shakespeare,-la-tua-volontà---con-il-sonetto-inedito-Shall-I-die?---Haiku-edizioni


 




Cinzia Pagliara - Will Shakespeare, la tua volontà - con il sonetto inedito Shall I die? - Haiku edizioni

Le recensioni in LIBRIrtà
A cura di Salvatore Massimo Fazio.


Chi si avventa alla copertina del libro di Cinzia Pagliara, viene certamente colto da due elementi che lo scuotono subito:
- il cognome del drammaturgo più famoso della storia anglosassone, se non di caratura mondiale; 
-  l’aggettivo "inedito".

Tensione ed emozione. Subito. Prendono. Alla ricerca dell’inedito, mi barcameno nell’indice. Non c’è! Sfoglio velocemente il libro, trovo l’inedito, mi emoziono e scopro altro. Mi interrogo. Chi sono io? Uomo di cultura gastronomica e filosofica?
Uomo emarginato o esaltato per conoscenze e refusi da dramma esistenziale di fronte alle circa 100 pagine del comodo libro che mi trovo tra le mani? Niente! 
Sono niente. 
Shall I die?
Ardita e coraggiosa la Pagliara, decide di presentarne una traduzione, nonostante per troppi anni non si fu certi della paternità di questo sonetto. Non che ad oggi ancora tutto sia svelato, ma attraverso importanti studi, che vengono riportati in overture del libro, specialisti e studiosi nei recenti anni ’90, su tutti Gary Taylor, hanno dichiarato che il sonetto è di William Shakespeare e risalirebbe a fine ’500. 

Bellissimo, commovente ed emozionante. Il sonetto che è riportato in lingua originale e tradotto dalla medesima autrice, per i "devoti", rischia di proiettarti ad una paralisi culturale. Una sindrome di Stendhal che ti rilancia nel raggiungimento orgasmico della seduzione mentale e non carnale, di ciò che hai spesso vissuto, senza saperne molto. 

Il libro, non troppo spoilerato, anzi per nulla, perché ho dato con tremore alle mani per ansia ed emozione solo le mie impressione di lettore e di ricercatore ermeneutico del concetto di vero e di verità, è sorprendente sin dalla presentazione, dove emerge il suo chiaro connotato monologizzato.

In un intreccio di timidezza, di sospensione del giudizio e di certezza frattanto che gli anni trascorrono, la giovane protagonista racconta e incrocia il suo procedere al pari di ciò che fu tutta la produzione di Will. Ma chi è che si osa di chiamare Will, il maestro Shakespeare? Beh!... nessuno scrupolo quando a farlo è Cinzia Pagliara.

Magister indiscussa di una bellezza e oculatezza del linguaggio, dai suoi primi istanti di litigio con il cuscino, all’adornare la porta di pizzini (un termine divenuto noto per merito di una cloaca di persone che proteggeva un mafioso, pertanto un termine plurale che mi faceva vomitare, sino a un attimo prima di finire di leggere il libro), al superare gli anni dell’infanzia e quelli dell’adolescenza, Cinzia Pagliara dichiara aperto il suo amore totale per W. S., tanto da dialogare con se stessa, che prende le sembianze non di Romeo, ma dell’ardita, quanto lei, Giulietta, nel momento in cui il suo Romeo giunge. 

Cosa farà il suo Romeo, dopo anni di raccolta di diari dove cuori e cuoricini vennero disegnati ma mimetizzati per evitare di apparire banale in età non ancora di chiara e netta presa di consapevolezza della durezza della vita? Non spetta qui a me comunicarvelo. Certo che posso continuare però nel raccontarvi, come si sceglie alla maniera del nostro blog, di non adeguarsi a standard di blogger classici e noiosi, nonostante si affronta un libro di livello altissimo. 

Su tutto, su-per-la-ti-vo(glio) al mio fianco a capire sin da sempre ed essere curiosa, cercare, leggere e indagare, fino a dichiarare "se fossi parola mi chiamerei parola", passando per quel numero che nella tradizione italiana sta a definire la gran botta di fortuna, il culo, che una persona vive: (pag.) 23: il culo! Leggete un po’ che fortuna e che culo ebbe l’autrice. 

La sua vita è costellata di parole e traumi e i primi traumi sono a tratti anche divertenti (pensate al miele che per antonomasia è il dolce più dolce che esista). Traumi che poi ti sprofondano nella riflessione alla quale ci induce l’autrice, traumi che diventano dolorosi, che diventano fatti nostri, non pettegolezzi, ma fatti Alla maniera di argomentazioni nostre. 

Sapere che qualcuno ambisce a noi... per scommessa! La parola si fa carne, il corpo è parola. La battaglia di chi soffre e di chi ha sofferto di chi ha non ricevuto ma subito, che poi trasforma con la propria volontà questo subire in accoglienza della coscienza. La volontà, unica nel genere shakespeariano, inteso e vissuto e che vive ancora l’autrice, nel sacro, perché lo è due volte, nome di Will.

Onore a te Cinzia! E grazie per questa goccia di platino intrisa di storico-socio-psicologico.

Titolo: Will Shkespeare, la tua volontà - con il sonetto inedito Shall I die?
Autrice: Cinzia Pagliara
Editore: Haiku
Pagg.: 89
Prezzo: € 10,80
Voto: 9
15/01/2019, 14:48



Conversazioni-sulla-tolleranza---Martedì-15-h.-15:30---Catania


 



Conversazioni sulla tolleranza - Martedì 15 h. 15:30 - Catania



Un incontro da non perdere in un momento di scelta di azioni e comprensione degli status.



________________
Si terrà martedì 15 gennaio dalle ore 15:30 alle 19:00, a Catania presso il Palazzo Pedagaggi in Via Vittorio Emanuele II,  51, il seminario di formazione per docenti

Conversazioni sulla tolleranza 


Interverranno

Prof. Franco Remotti dell’Università degli Studi di Torino

Prof. Giuseppe Barone dell’Università degli Studi di Catania

Prof. Antonio Brusa, Historia Ludens


10/01/2019, 01:01



Piernicola-Silvis---La-Lupa---SEM---Le-recensioni-in-LIBRIrtà


 



Piernicola Silvis - La Lupa - SEM 

Le recensioni in LIBRIrtà

A cura di Domenica Blanda (alias Anna Cavestri)


Piernicola Silvis non delude nemmeno in questo continuum che inizia con Formicae due anni fa, pubblicato sempre per Sem, l’editrice indipendente di Riccardo Cavallero e Teresa Martini.

Naturalmente ogni riferimento a fatti o persone è puramente casuale e questo dice l’autore.Quello che mi sembra di poter dire di questo libro definito thriller è che quello che qui è casuale esiste realmente.  Mi prendo la responsabilità di dire che questo thriller ha un attinenza con la realtà molto forte. È ambientato in Puglia, nel Gargano, a Matinata e nel foggiano, luoghi che ho conosciuto andandoci in vacanza. Luoghi molto belli. 

Il soggetto è la mafia garganica, che è formata da più clan mafiosi che si dividono la regione ben organizzati con la malavita per i loro sporchi affari.È appena stato arrestato un malavitoso dei peggiori tra la specie, serial killer di bambini. 

Zio Teddy, soprannome, è in coma (per chi ha letto Formicae sempre del bravo Silvis, sa come è andata), ma un giorno si sveglia. Pur essendo in ospedale sorvegliato a vista, riescono a farlo scappare. Non gli amici suoi, ma il clan di un grosso latitante, al comando del quale c’è la Lupa, la donna del latitante, personaggio senza scrupoli e di una crudeltà incredibile come chi ha aiutato a fuggire dall’ospedale. C’è un motivo che lo lega a lui, che come un fantasma fa parte della storia. 

Ad indagare c’è Renzo Bruni, il poliziotto che lo ha arrestato, arriva dal nord e non è tanto ben visto .Bruni e i suoi cominciano una caccia efferata, mentre zio Teddy, diventa affiliato di chi l’ha salvato. La loro strategia è quella di mettere insieme le varie fazioni mafiose e fare un’unica grande famiglia mafiosa per essere più difficilmente attaccati dagli uomini dello stato.  

Anche il commissario Bruni chiede di poter fare una squadra speciale di interforze per avere più possibilità di smantellare le mafie.Con metodi mafiosi e cruenti, colpendo persone vicine ai vari clan, i mafiosi riescono dopo una guerriglia interna ad unire le forze, al comando di questa chiamata quarta mafia c’è zio Teddy con l’avvallo della Lupa, che avrà sempre un ruolo prioritario e suo figlio.Bruni invece se la vede difficile, una lotta spietata che viene compromessa dal politico di turno, che manco a dirlo è amico del clan. 

La trama è ricca di rimandi all’ attualità, con descrizione precisa di quello che vuole dire combattere la mafia, in questo caso una nuova mafia più potente in quel territorio. Ci sono scene raccapriccianti, colpi di scena, Bruni e i suoi, riusciranno a trovare un canale che permetterà di unire le forze.  

L’autore del libro è un ex poliziotto nonché ex Questore e si capisce bene che quello che scrive (fatti e persone puramente casuali) è tema conosciuto, credo che a parte i nomi di fantasia, si sia molto ispirato a ciò che ha combattuto e ancor oggi con la sua ottima penna, combatte. 

Tra gli episodi raccontati alcuni potrebbero essere tranquillamente fatti di cronaca riportati sui giornali. Ma questo ovviamente lo dico solo io, è la mia impressione. 

È un libro che tiene attaccati alle pagine, anche quando certe cose non vorresti leggerle, tanto sono gravi. Uno specchio di realtà romanzata. Consiglio la lettura perché c’è da imparare e capire come funziona, purtroppo male, a volte la mente umana.



Titolo: La Lupa
Autore: Piernicola Silvis
Editore: SEM - Società Editrice Milanese
Pagg.: 480
Prezzo: € 19,00
Voto: 9



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Le nostre rubriche seguono il seguente ordine settimanale:

 

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Il consigLIBRO dell'inverno 2019 è :


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