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Romana Petri - Pranzi di famiglia - Neri Pozza

04/07/2019, 01:01

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Cristina Cassar Scalia - La logica della lampara - Einaudi - PEO Luglio 2019

28/06/2019, 18:37

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Premio Berto 2019: Sabato 29/6 la proclamazione del vincitore

28/06/2019, 01:01

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Il consigLIBRO 

Estate 2019 è di:


Gian Marco Griffi, Inciampi, 
Arkadia Editore.

11/07/2019, 01:01



Fiabe--faroesi---Iperborea
Fiabe--faroesi---Iperborea


 



Fiabe  faroesi - Iperborea

Le recensioni in LIBRIrtà
A cura di Salvatore Massimo Fazio 

Altro capitolo della saga delle fiabe dei paesi nordici pubblicate da Iperborea, le Fiabe Faroesi, tradotte in Italia Luca Taglianetti, sono lo specchio del backgroud socio-isolato degli abitanti delle isole Fær Øer, che sicuramente molti conoscono, ma in Italia divennero popolari, perché la nostra nazionale di calcio ebbe ad affrontare la compagine locale per le qualificazioni ad un Europeo.

Non sono fiabe da raccomandare per bambini, o forse si. Bisogna togliere anche la troppa tranquillità di quei luoghi che va a miscelarsi con la crudeltà di specifiche mattanze che praticano nelle isole. 

La bellezza sta nella velocità con le quali si legge una fiaba, non vengono superate le 10 pagine in molti casi, o in altri ancora siamo alla sintesi delle 4. 

Paurose e scatenate streghe, che fanno pensare più che ad una nenia per riposare ad una balla macabra di infante memoria, che gli psicologi e i pedagogisti potrebbero prendere come indice per i traumi di molti soggetti; o ancora la spietatezza del passaggio da uno ad un altro dei personaggi all’interno dello stesso racconto, si faccia casa ad esempio alla fiaba I sette cigni. 

Sette fratelli, una famiglia normale. Muore la madre. Il padre, così come appare normale e in verità cosi come lo è, si risposa. Avrà un’altra figlia. Tutto scorre. Frattanto che i sette figli avuti con la prima moglie, la matrigna di questi, mostra le grinfie fino a scoprire che trattasi di una strega che fa magie per riuscire a trasformare i sette figliastri in cigni. Ecco fermiamoci qui: in una cultura occidentalizzata come quella delle fiabe classiche, l’uomo trasformato in cigno, sarebbe una meraviglia e un auspicio di bontà, qui invece è l’esatto opposto, perché la matrigna, maga, strega (che cogliamo esser tale proprio così come ve lo sto scrivendo, di getto,)trasforma i sette in cigni al fine che questi possano spiccare il volo e sparire. Una ragazza, sorella, rifiuta di ricevere il cibo dalla matrigna e non diverrà cigno, sicché un giorno incontra un prete, dopo una adozione di una coppia che l’ha accolta. L’ecclesiastico ha la cura per far tornare umani i suoi fratelli. Dovranno però passare anni. La ragazza si impegnerà. riuscirà nell’impresa, e poi? E poi pensate ad uno dei fratelli che non avrà un braccio, ma manterrà un legame con la magia, per capirlo? Bisogna finire le ultime, nette e chiare, senza nessun ghirigoro di parole, battute di questo capitolo.

Libro che mi ha lasciato un pò sorpreso, perché non abituato a certa stilistica. Ma forse è proprio questa la bellezza di Iperborea, che traduce senza fronzoli, i testi nord europei, aprendo un varco non indifferente nella letteratura italiana. 
 Promosso e consigliato.

Titolo: Fiabe Faroesi
Editore: Iperborea
Pagg: 157
Prezzo: € 16,00
Voto: 8
04/07/2019, 23:59



Antonio-Scurati--vince-il-Premio-Strega-2019
Antonio-Scurati--vince-il-Premio-Strega-2019


 



Antonio Scurati vince il 

Premio Strega 2019



Dal marzo scorso tra polemiche (anche le nostre che volevamo almeno uno tra Emanuela E. Abbadessa con È da lì che viene la luceDavide Grittani con La Rampicante, Paolo Ciampi con L’ambasciatore delle foreste e Veronica Tomassini con Mazzarrona nella cinquina finalista) e l’alta qualità dei libri candidati e l’ottimo lavoro delle case editrici (Arkadia, LiberAria e Miraggi su tutte), finalmente si è giunti al verdetto:


ANTONIO SCURATI 
con M Il figlio del secolo (Bompiani) è il vincitore del Premio Strega 2019

A firma di Anna Cavestri lo recensimmo il 18 aprile scorso, clicca qui, per leggere la recensione.
Le nostre congratulazioni ad Antonio Scurati. 

04/07/2019, 01:01



Romana-Petri---Pranzi-di-famiglia---Neri-Pozza-
Romana-Petri---Pranzi-di-famiglia---Neri-Pozza-


 



Romana Petri - Pranzi di famiglia - Neri Pozza 

Le recensioni in LIBRIrtà
A cura di Domenica Blanda (alias Anna Cavestri)

Con la bravura che la contraddistingue e non ha eguali, ancora una volta Romana Petri, col suo ultimo capolavoro, ci trascina nelle peculiarità delle saghe familiari. Siamo a Lisbona, città magica, lusinghiera, intrigante e come una saga familiare piena di contraddizioni. È la madre che accoglie come accoglie Maria Do Ceu , madre di Rita e di Joana e Vasco ( gemelli) Maria ha una storia travagliata, sposata con Tiago Dos Santos, che dopo la nascita di Rita abbandona la famiglia. Rita ha una grave deformità facciale e lui non riesce neppure a guardarla. 

Maria fa di tutto per cercare di migliorare la situazione della figlia che ha dovuto affrontare dolorosi interventi chirurgici.Maria è madre e donna tenace, amorevole, per quanto distrutta interiormente è prodiga di attenzione e amore per i figli. Fa tutto da sola, certo Rita, che ha un brutto carattere, facile all’ ira al pianto e al risentimento è quella che più le spezza il cuore. È l’unica che riesce a gestirla però, è l’unica che riesce a creare armonia, Maria. Ma Rita è anche quella che la fa resistere " che ne sarà di lei se io muoio "Joana è molto bella, è gelosa di Rita che le sottrae la madre, Vasco è un ragazzo mite e tollerante. 

Dopo l’abbandono della famiglia, Tiago Dos Santos, tutte le domeniche invita a pranzo i figli nei migliori ristoranti. È un politico di successo e non perde occasione per vantare il suo status.Questi pranzi sono pranzi di dovere, fatti in fretta, senza che che ci sia da parte del padre vero interesse della vita dei figli.Non si parlano. Ma non passa domenica che non si trovano seppur di controvoglia.Anche quando ormai i figli sono grandi: Joana sposata, Vasco ha una sua galleria d’arte e Rita con un lavoro da impiegata in banca ( grazie alle conoscenze del padre) A Maria Do Ceu, il cuore si spezza davvero e muore in ospedale, lasciando un vuoto enorme a Rita e Vasco maggiormente ,con i quali viveva. Vasco è quello che ha risentito più di tutti dal peso folgorante del tempo:" Ormai era tutto finto". Gli rimaneva un grande rimpianto non avere vissuto il suo tempo con la madre e anche la memoria non l aiutava.Ha cominciato così a portarsi sempre dietro un notes dove scrivere tutto quello che gli veniva in mente di sua madre e di quei momenti di vita. 

Lui e Rita continuavano a vivere insieme, non era facile, Rita era peggiorata dopo la morte della madre, più irascibile con lui e il mondo intero. I rapporti tra i fratelli non erano forti, le due sorelle sembravano nemiche.Ma si ritrovavano tutte le domeniche, in quella Lisbona che a volte era carica di nuvole, dove a volte sul Tago c’erano la nebbia o dove il fresco che arrivava dal mare sembrava un regalo, nel ristorante a pranzo. Quanto non detto tra loro, nemmeno della morte di Maria , della sua mancanza. 
(La foto è stata scattata da Anna Cavestri a Verbania presso Intra lungolago)

C’era anche il nonno materno ai pranzi, persona di brutto carattere e fedifrago, viveva in un ospizio ed Il fratello del padre, schizofrenico. Tutto normale all’apparenza.Ma arrivano le liti tra i fratelli per la divisione della casa, che Rita non intende lasciare dandosi disponibile a dare la quota ai fratelli pur di tenerli. Entra in scena la compagna del padre, Marta, antipatica a tutti. Nascono i figli di Joana e nascono i problemi col marito, nasce l’amore per Vasco con un ’artista italiana, Rita diventa più intraprendente. Tante cose succedono in questa famiglia, raccontate con maestria, che coinvolgono chi legge, perché tutti abbiamo una famiglia, che non abbiamo scelto e ci dobbiamo fare i conti prima o poi. 

La Petri è speciale in questo trasporto del lettore.E mentre i pranzi continuano cambiano le vite dei protagonisti, viene meno la reticenza e qualcuno parla: I rapporti si incancreniscono come solo il silenzio molto rimuginato può fare. Il silenzio non fa crescere, fa restare infantili "Così, con questa riflessione, vicino al mare di una bella sera a Lisbona, ci lascia il romanzo. Un romanzo che non vorresti mai che finisse e naturalmente a fare compagnia non poteva che esserci Barabba, il cane dell’italiana e di Vasco.Bello davvero, pieno di sensibilità, di malinconia e bellezza, questo romanzo è da leggere.

Titolo: Pranzi di famiglia
Autore: Romana Petri
Editore: Neri Pozza
Pagg.: 414
Prezzo: € 18,00
Voto: 10 e lode!



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Clicca qui per leggere l'intervista a

Gian Marco Griffi

Letto, riletto, recensito è media partner dellì Etna Book Festival

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Le nostre rubriche seguono il seguente ordine settimanale:

 

MercolediLeintervistecopia
lunedilevideorecensioni
SabatoGlievergreencopia
MartedievenerdiLenovita
GiovediLerecesnioniinLIBRIrtacopia
DomenicaIlconsigliodellasettimanacopia
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