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Guido Guerrera in IO E ERNEST, svela la passione Hemingway/Pivano - Le recensioni in LIBRIrtà

26/04/2018, 16:42

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Federico Miragliotta, l’immigrazione e la letteratura per un premio di rilievo nazionale

26/04/2018, 16:29

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Serena Ricciardulli col suo Fuori Piove da un anno instancabilmente in tour - Le recensioni in LIBRIrtà

26/04/2018, 16:01

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Guido Guerrera - Io e Ernest - Minerva Edizioni  

Le Recensioni in LIBRIrtà

 Domenica Blanda per Letto, riletto, recensito!

Col nuovo anno, il blog si arricchisce, mantenendo rubriche tra le più visitate e più rigorose. Le recensioni in LIBRIrtà, è la rubrica più seguita e a tal proposito non posso che rinforzare, ringraziandola, Domenica Blanda che o legge per intero un libro, o da un consiglio, o lima, controlla e verifica altre recensioni, sta di fatto che veniamo spesso nominati da altri blogger per il nostro blog e per la nostra rubrica. 

Oggi è la volta di una eccellenza della scrittura e del giornalismo, l’appena uscito per Minerva edizioni "Io e Ernest" di Guido Guerrera... per voi, per tutti. Buona lettura.Bellissimo e struggente questo romanzo che racconta l’amicizia particolare tra Fernanda Pivano ed Hemingway , di cui è stata la fedele traduttrice dei suoi romanzi in italiano.Lei è l’io narrante del romanzo.Era molto giovane quando ha conosciuto il famoso scrittore a Cortina ed è bastato un abbraccio forte di lui per far scattare quella scintilla che ha fatto scaturire un rapporto tanto forte e tanto "unico " tra i due. Un grande amore mai consumato, lei,pur ammettendo l’amore che provava per lui non voleva compromettere il rapporto con la moglie che conosceva bene. È stata una vita sfrenata quella dello scrittore, tante passioni, le donne in primis, la scrittura, la caccia,le corride e l’alcool che scorreva e scolava a fiumi.Nanda, (così la chiamava) è stata subito coinvolta in pieno nella vita di Papa ( così lo chiamava lei). Nei diversi viaggi a Venezia e a Cuba, lei entra sempre più nella vita di lui, conosce i suoi amici le sue donne,sempre con un posto d’onore, lui stravede per questa bella italiana ,è la sua confidente d’eccezione,nonostante a volte lei preferirebbe non sapere. C’è complicità emotiva, comuni interessi letterari e condivisione di tempo, tra gli amici di lui,a casa sua con la moglie con cui Nanda ha instaurato un buon rapporto. Scopriamo in questo libro la vera natura di questo grande uomo, in tutti i sensi,con le sue fragilità, il suo carattere che tanto era dolce e accomodante a volte, tanto si trasformava in un caratteraccio a volte per un nonnulla. Con lei è sempre stato amabile. La sua vita di scrittore ha attraversato momenti bui, i critici lo bandivano definendolo un alcolizzato,e di questo ha sofferto molto, ma non per questo ha mai perso i suoi amici fidati, persone di ambienti altolocati ed affezionati a lui. Nanda,quando era con lui,era in mezzo a loro,sempre come un’appendice del Papa. Ogni volta che si separavano per lei era un grande dolore, che accettava perché così aveva scelto . Ed è a lei che racconta , i particolari della sua vita ,quelli di cui si vergogna anche un po’, ma che lo definiscono per quello che veramente era. Da lei accetta critiche e rimproveri, perché il loro rapporto è così schietto e sincero. Ed invecchiando le lascia i suoi pensieri più intimi,dell’uomo che si è sentito potente ed amato, con le sue mille contraddizioni,ma che ha sempre combattuto con la paura della "puta " (la morte) , in questa vita che è di lei una lunga attesa. A Cuba avviene questo momento di nostalgia, di memorie di dolore e tristezza. Insieme alla’ ultima moglie Mary, è stato vittima di un incidente durante una traversata in volo, era devastato nel fisico e nell’anima. Da questo incidente non si riprenderà più . Nanda è davanti alla sua lapide,straziata , a parlare con Papa, a pregare per tutte le tre sere che è rimasta lì, per l’ultima volta."Ecco la lapide che avevo tanto desiderato vedere,che avevo desiderato tanto non dovesse mai esistere".

Autore: Guido Guerrera
Titolo: Io e Ernest. Pivano e Hemingway sul filo di un amore.
Editore: Minerva
Prezzo: € 12,00
Pagg.:   125
Voto: 9
    
26/04/2018, 16:29



Federico-Miragliotta,-l’immigrazione-e-la-letteratura--per-un-premio--di-rilievo-nazionale


 



Federico Miragliotta - Alieni e chiacchiere e comunque niente di importante - Le recensioni in LIBRIrtà - Le video recensioni


Clicca qui, per vedere la video recensione curata da Antonio Petralia.

Per anni, durante le mie noiose giornate a decidere se salire su un aereo per poi scendere prima della fase di decollo, ho acquistato libri, mai letti.... negli aeroporti, sovente vi sono stand, di case editrici che si conoscono a livello locale e quando ti trovi da tutt’altra parte, c’è sempre una emozione quando leggi il nome di una "compagine" a te vicina, in "territori stranieri".Alla stregua, con autori che non conosco. Eppur appaiono, eppur sono vivi, eppur si muove. Ne ho tanti amici (?), conoscenti meglio dire, che scrivono, alcuni interessanti, altri il consolidamento dell’interesse lo desiderano da me, quasi fossi, il nobel della letteratura planetaria o un re Mida. Un tempo usavo liberarmi di tutti, aprendo il libro a caso, leggendo una frase, e costruendoci un castello. Ma perché tutta sta tritatura di palle?Ve lo dico con piacere.Il bravissimo Federico Miragliotta, noto sicuramente per le esperienze in prima linea a Lampedusa, per aiutare e sostenere gli sventurati che credono e vedono l’Italia il paese delle meraviglie, non è al primo libro di quelli che mi son capitati tra le mani, tant’è che nonostante non più quasi giovane età (si avvia ai 40), il poliedrico intellettuale orlandino, con la sua ultima fatica letteraria Alieni e chiacchiere e comunque niente di importante, uscito per i tipi di Armenio Editore, dopo avermi sollecitato (non direttamente, lo sconosco) in aeroporto ad acquistare qualche precedente, con l’ultimo ne posseggo tre, senza mai sapere di che trattavano i suoi pamphlet, ma semplicemente per simpatia del suo cognome, che nella mia memoria richiama il concetto di aforisma, quasi una mitragliata pronta a scuotere l’anima, lo scorso 10 settembre 2016 ha sbancato il Premio nazionale "La Capannina" alla sezione romanzo. Si intenda bene, la sezione più complessa e sulla quale la giuria lavora per valutare e decretare un vincitore per più di 7 mesi. Mi son subito ricordato di quel romanzo, comperato qualche mese fa, che nella stranissima, per me, forma della semi silloge, che in verità sono brevi capitoli dal taglio futurista, mi aveva appassionato, tanto da renderlo un quaderno di appunti (non potrei mai riciclare un libro letto, trascorro molto tempo a pasticciarlo di note e ad evidenziare tutti gli aspetti per me più importanti). Ecco, oltre il cognome, che nella prima parte, così come scritto sopra, etimologicamente richiama la mitraglia, questo talentoso scrittore, inizia a farmi simpatia. Si parta dal titolo: Alieni e chiacchiere e comunque niente di importante. C’è malattia in giro e troppi disaminano le verità, possibili ma improbabili di altre forme di vita che definiscono "Alieni"... e che fa Federico? Apre il suo titolo proprio col sostantivo che più di ogni altro fa discutere. Frattanto sfogli il libro e oltre la classica nota dell’autore, nel caso specifico NOTA D’AUTORE, ti trovi immerso nella stampa di una poesia... ecco, torniamo indietro, non è poesia e sembrerebbe non esserci nemmeno legame tra le pagine, quanto d’improvviso tutto torna, e ricordi Wittgenstein con la sua maniacale ricerca filosofica nel linguaggio, nell’estetica della parola e nella bellezza dell’ermetismo che si comprende. "Minchia: ma questo mi emula e copia?" NO! Dalla redazione, in qualche modo otteniamo un recapito e lo contattiamo, manco sa chi sia S.M.Fazio e non conosce la sua pare destruens che cozza contro la sua professione. Lo ascoltiamo e ci si apre il cuore. L’umiltà è un dono, che Federico ha quando lavora, quando scrive... ma quando lo si legge è lo sbrodolare dell’immediatezza e della sintesi del concetto che deve raccordarsi e legarsi per raccontare un episodio, mettendo in auge una stilistica che rapisce anche l’occhio, legato alle sinapsi, più svogliato. Saluti e riattaccato il telefono, non si può non scrivere una recensione del suo libro vincitore. E infatti non la scrivo, perché sarebbe facile non rilanciare nel mercato editoriale attraverso la classica delle azioni, l’acquisto, per iniziare a conoscerlo.Federico Miragliotta è stato premiato con la vittoria del suo ultimo romanzo presso la cittadina di Piranio nell’auditorio intitolato ad uno degli uomini più forti e coraggiosi della storia dell’umanità, Don Pino Puglisi e stavolta sarò io a cercare un letterato puro e innovativo che mi ha fatto leggere più volte, tra un volo e un altro.... senza poi gettare il libro o dimenticarlo su una panca, come sovente faccio, ma spingendomi a portarlo a casa e metterlo sul comodino, come si vede dalla foto che ho scattato.
26/04/2018, 16:01



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Fuori piove - Serena Ricciardulli - Bonfirraro editore - Le recensioni in LIBRIrtà



Ci emoziona Anna Cavestri, al secolo Domenica Blanda, blogger preparatissima e presentissima a collaborare col nostro blog. E basta una sua frase: "sono riuscita a commuovermi eppure non è un libro strappalacrime"... sta forse in questo il successo del libro di Serena Ricciardulli? Buona lettura del giovedì.  

Laura, Marta, Valentina (Tina), Lorenza (Lory) e Anna. Cinque amiche, alcune conosciutesi per caso, livornesi. Un’amicizia molto particolare la loro, "le streghe ", si chiamano così su whatsapp. Bimbe si chiamano tra loro. Un gruppo eterogeneo, così diverse e così vicine. Il loro collante è Anna , vive a New York, è la più geniale, la più " folle ", con un vissuto di grande felicità e grande dolore. Ognuna di loro vive le proprie vicissitudini, amori, figli, lavoro, ma si raccontano tutto, si trovano il mercoledì ed è acqua fresca che entra nelle loro vite, ogni volta, come le gocce di pioggia che compaiono ogni tanto. Agli incontri Anna è presente su Skype. Non è tutto rosa e fiori, non è una bella favola con principesse e principi azzurri. Storie di ordinaria vita, che, anche quando non gira ha la possibilità della condivisione e del confronto o anche delle "reprimende " se è il caso. Ognuna con le sue caratteristiche... Arriva un momento in cui la chat resta muta, senza dirselo questa volta, ognuna ha "il suo da fare" da affrontare. Ma ci sono difficoltà a condividere, si è bloccato l’incantesimo. È Anna che sa tutto di tutte, perché le sente in privato, con un colpo di genio come solo lei sa fare, manda a tutte un biglietto aereo per raggiungerla a New York per il suo 40 esimo compleanno. Si ritroveranno, si divertiranno e ognuna svelerà i motivi dell’assenza. Ma anche Anna ha da dire qualcosa a tutte, qualcosa di serio, e per l’occasione, vengono coinvolti mariti e fidanzati che si ritroveranno tutti nella grande mela, questa volta a condividere e dare il loro apporto. È un libro che può sembrare banale, ma non lo è per niente, si scava dentro la personalità dei personaggi, anche quelli che non ci sono più, con delicatezza ma senza remore, con rabbia anche. Ma l’amicizia vera è come "quella sensazione quando fuori piove. Quando sei a casa, sul divano al caldo, con la tazza di caffè, le tue cose, al sicuro". Un libro che si legge piacevolmente e tutto d’un fiato, dove ci si può riconoscere con i nostri "vizi", le nostre "virtù", le nostre "fragilità ". Io sono riuscita a commuovermi, ma non è un libro strappalacrime. Anzi.

Autrice: Serena Ricciardulli
Edizione: Bonfirraro
Pagine: 160
Prezzo: € 15,90
Voto: 8


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