sem2
immagine-articolo-1024x744
All rights reserved
faziomassimomonade@yahoo.it
logo4
logo4

Letto, riletto, recensito!


facebook
twitter
gplus
youtube
instagram

Seguici nei nostri social

15/11/2018, 01:01



Maribella-Piana---Cielomare---Algra-editore---Le-recensioni-in-LIBRIrtà


 



Maribella Piana - Cielomare - Algra editore  

Le recensioni in LIBRIrtà



A cura di Domenica Blanda (alias Anna Cavestri)

Camilla per trovare la sua vera identità, schiacciata da una madre anaffettiva, parte per andare insegnare al nord, lasciando la sua amata Sicilia. Nella classe in cui insegna, il suo primo incarico, c’è Luca un ragazzo chiuso, triste, introverso. Suo padre lo crede una nullità e non perde occasione per dirglielo anche in presenza di altri. I genitori non hanno un buon rapporto e soprattutto non c’è comunicazione tra loro ed il figlio. 

Camilla capisce Luca e con tanta fatica riesce a conquistare la sua fiducia. Lo sprona, mette in evidenza tutte le sue positività e lo aiuta a lottare perché capisce che Luca ha un sogno che vorrebbe realizzare. L’incontro tra i due diventa solido, ma solo dopo la fine della scuola Luca riesce ad essere più tranquillo nei confronti della sua ex insegnante. 

Quello che era una normale conoscenza, diventa una storia molto aggrovigliata, un destino beffardo, che coinvolge tutti i personaggi del romanzo. È tornando nella sua terra che Camilla viene a conoscenza di una parte della sua vita sconosciuta e che condizionerà il rapporto con Luca. Luca che sognava il cielo e incontra il mare per la prima volta in Sicilia. E così come cielo e mare sembrano uniti nell ’orizzonte, o confusi e senza contorni, anche la vita di Camilla e Luca si troveranno in una confusione da districare. 

Un ottimo romanzo, ben scritto e che non manca di lasciare punti di riflessione su quella "strana cosa " che a volte la vita chiama a rispondere.

Titolo: Cielomare
Autore: Maribella Piana
Editore: Algra
Pagg.: 156
Prezzo: € 14,00
Voto:8
10/11/2018, 01:01

Evola, Destra, Colonialismo



Marco-Iacona-e-le-sue-Malepasque-catanesi-pubblicate-per-Algra---L’intervista


 



Marco Iacona e le sue Malepasque catanesi pubblicate per Algra - L’intervista


Questa è la versione integrale dell’intervista fatta a Marco Iacona, uscita nel numero 267, ottobre 2018, del mensile Paesi Etnei Oggi.


Spietato della realtà che disintegra, certo che una danza o una confessione possano risanare le sorti del pensiero. Marco Iacona, il maggiore studioso italiano di Evola, con una carriera giornalistica per testate nazionali di spessore e conoscitore della "cultura di destra", libera l’anima e con un sospiro integerrimo, senza troppi fronzoli, restituisce la vista a chi gioca a far l’ipovedente.
_____________________________________________________________
Cultore primo in Italia dello specismo destrorso. Dagli interessi del colonialismo alla dottrina del liberalismo, non c’è un vero exploit nell’intellettuale Marco Iacona, fino a quando sovverti e lasci basiti i molti con una definizione che ha fatto storia: "la guerra [tra destra] e sinistra è finita da un pezzo" e ancora quando approfondisci Julius Evola. Raccontati e raccontaci.

Destra e sinistra, in senso tradizionale, non si combattono più. Il capitalismo ha vinto. Ma non è detto sia il male assoluto (sono moderatamente leibniziano). Sono autore di una quindicina di libri, ho dedicato i miei inizi allo studio di Julius Evola, filosofo dellaTradizione. Sottoposto a una quantità indescrivibile di attacchi, figura controversa sullo sfondo dell’intellettualità europea. Evola è una sorta di "test di Rorschach": ognuno vede nelle sue opere quello che vuole vedere. Sul filosofo stricto sensusi è tendenzialmente perdonisti - anche se i litigi intorno alla figura di Heidegger sembrano smentire questa circostanza, valida fino a ieri l’altro - in linea generale però, se si tiene conto del binomio pensiero-azione, le opinioni si moltiplicano. 

Come starebbero le cose?
Si discute a lungo l’argomento razzismo; Evola non era razzista bensì "semplicemente" studioso o teorico della razza, si dice. Ma quante questioni, nebulosamente semantiche, attorno a quel "teorico".

Tanto che anche Gad Lerner chiede un tuo intervento chiarificatore.
Mi ha chiesto di partecipare a una trasmissione su Rai3 che parlasse appunto di Evola e del razzismo. Oltre a fare il punto della situazione, ho portato novità nel campo degli studi sul "maestro" della Tradizione: grossomodo il periodo che va dalla fine della guerra all’inizio degli anni Sessanta era sconosciuto. Quante sciocchezze si scrivevano. In quante contraddizioni cadevano i cosiddetti esegeti.

Se non sollecitato però, il tuo contributo rischiava di rimanere in un limbo dove solo i curiosi si spingevano per attingere.
Ho lasciato che gli studi su Evola riposassero in una sorta di area latente e mi sono occupato del Movimento Sociale Italiano - a parte i libri di Nello Musumeci (attuale presidente della Regione Sicilia n.d.r.), che non sono studi scientifici, se non erro sarei l’unico intellettuale catanese ad aver pubblicato un libro sul Msi - del Sessantotto - non ne sono pregiudizialmente contro - e di cultura pop, dando spazio anche ai ricordi del periodo adolescenziale, periodo di crescita e di calma "apparente" tra effervescenze ribellistiche e internettiche. 

Case editrici di un elevato spessore ti hanno voluto nei loro cataloghi, però l’Università sembra non vedere, ancor di più Catania: perché?
Sì, ho scritto per case editrici di una certa notorietà come Mimesis, Rubbettino e Bonanno; l’Università vero e proprio parcheggio per lacchè e massoni mi ha dato poco (parlo soprattutto della carriera di ricercatore), ma la città dove sono nato mi ha dato ancora meno. Di quest’ultima ho una pessima opinione, riversata nel mio "Malepasque" (Algra 2018), passo d’addio dedicato a una terra che nulla potrà regalare a chi nutre velleità di impegno intellettuale. 

"Malepasque", quasi un intercalare per chi vive in maniera intimista lo sgomento e lo sfracello, osservando impassibile al potere dei forti, senza nulla poter fare. Poi escono altri libri, emuli del tuo, e li ci si confonde, anche sul ruolo dell’editoria. Come si muove la cultura saggista e del ricercatore? Cosa ci consegna Malepasque, che poi altrove rileggiamo in maniera orrenda e scellerata?
L’incipit del libro parla chiaro, a precederlo una frase di Albert Caraco. "Catania immensa area grigia. Di colore grigio di anime grigie. Centro di raccolta di una borghesia stracciona, di un sottoproletariato finto povero, agorà di un massimalismo rozzo e ostentato". Fiori insomma. La città è spazio chiuso da ogni fianco e ingurgita sbobba conservatrice validata dall’"autorità" del già vissuto e da un deficit di circolazione di idee.

E i rischi di fine e crollo definitivo, vengono avallati da fonti dove forse non ce lo aspettiamo?
Risum teneatis: Musumeci vuole che si studi il "dialetto" a scuola. Sarà la fine della fine. Ricordiamo che borghesia e ceto popolare - se si parla di "cultura" - pescano grossomodo dallo stesso serbatoio verista e furbista (levantino); in Sicilia c’è una sorta di "ceto" unico che va avanti a frasi fatte - basti pensare a quel maledetto Goethe, a Tomasi e ad altri orrori - elevate, ahimè, al rango di Costituzione orale. Un’isola lontana dal mondo, cioè dalla modernità, che non andrà oltre il mezzo secolo di vita. Per fortuna.

Spietato, come giusto che sia un diffusore di stimoli: cosa c’è dietro il "fermento della penna" catanese. Città di scrittori che tritano e ritritano il già esistente?
In Sicilia ogni fenomeno o ente ha una unità di misura a sé. A Catania gli scrittori sono trasmettitori di idee altrui - vecchie di un secolo - pappagalli dal piumaggio misero e schiarito, al più fatui divulgatori d’ignoranza; le scrittrici vagine trascurate e poc’altro; i filosofi, oggi, intrattenitori da circo equestre, gli storici scombinati cabarettisti, i critici banditi dalle pistole ad acqua calda. Non ci sono scuole, le poche, vere intelligenze sono andate via; a suo tempo - nel periodo della fioritura dei veri grandi autori - non era certo al pubblico siciliano che esse rivolgevano i loro scritti. Catania è luogo di scarti, questo troverete su "Malepasque".

Catania, ma la Sicilia tutta, porto demagogico di esaltazione della ricerca del bello naturale, o invenzione della malconcia e spergiurata fittizia lingua di chi s’erge a paladino di quella scrittura replicata?
La latitanza degli analisti - quelli veri sono schiacciati dal peso del chiacchierume - ha impedito il consolidarsi di un esame corretto sulle condizioni dell’Isola. Basterebbe, per mero esempio, mettere a confronto le opinioni sulla Sicilia prima e dopo il boom economico. È il "miracolo" a dare la spallata alle velleità di quei luoghi sgraziati. La Sicilia doveva divenire, come nel frattempo la Penisola, un’azienda produttrice, un pezzo d’Occidente, una macchina per cosificareil benessere; ma non ce l’avrebbe mai fatta. Da quel momento si inventarono "bellezze", località di villeggiatura e attrazioni per il gonzo turista. Prima di allora, l’Isola era preda di attenzioni da parte di una manciata di avventurieri d’oltreconfine; un luogo carico di esotismi e per tradizione vice-Grecia (una tradizione dovuta al fatto che la Grecia, per lungo tempo, non fu facilmente visitabile). Ovviamente si fecero i conti senza l’oste e la Sicilia, povera di idee e di mezzi, non avrebbe mai retto il peso di tali responsabilità. Abbandonarla o abbandonarla ai siculistiè oggi un bene, per tutti.
08/11/2018, 01:01

NN editore, Jesse Ball, Narrativa



Jesse-Ball---Censimento---NN-editore---Le-recensioni-in-LIBRIrtà---Le-Novità-editoriali


 



Jesse Ball - Censimento - NN editore 
Le recensioni in LIBRIrtà  
Le Novità editoriali


        

Pubblicato da NN editore, lo scorso 25 ottobre, Censimento, il nuovo romanzo del poeta e scrittore Jesse Ball, propone una lettura unica sul concetto di amore. E non vi aspettate l’amore smielato, né crudo. Ma la sostanza di questo sentimento che ci spinge oltre, delle volte sino alla resa.

A cura di Federica Duello
Abram Ball è un ragazzino con una malattia, al giorno d’oggi ancora sconosciuta ai più: la sindrome di Down, una condizione molto comune ma che allo stesso tempo genera timore in coloro che ne sono estranei. 

Jesse, il fratello maggiore e autore di questo atlante della natura umana, sa che un giorno dovrà badare a lui, ed è per questo che se ne prende cura come se ne fosse addirittura il padre, (ruolo che ricalcherà e ricoprirà a dovere lungo la storia) tanto da progettare, o per meglio dire sperare, una vita che comprenda, oltre al fratello, una compagna che lo supporti in questa avventura.

Il padre, in seguito alla morte della moglie e dopo aver lasciato perdere la carriera di medico, decide di intraprendere quella del censore, il cui intento sarà di segnalare e studiare la natura umana e i suoi comportamenti, i pensieri e le preoccupazioni quotidiane della gente che si ritroverà davanti andando dal punto A al punto B e così via... e andrà esattamente così, perché come si vedrà i luoghi il censimento vengono indicati con le semplici lettere dell’alfabeto, a indicare che non importa il luogo in cui ci si trova ma il tipo di persona con cui i protagonisti della storia si interfacceranno di volta in volta, scoprendo lati dell’umanità sempre diversi: ciò è dimostrato dalla presenza saltuaria di gruppi di bambini che comunque saranno in grado di accogliere il piccolo rappresentante di una minoranza da sempre poco compresa in maniera sorprendente e da una prospettiva diversa dalla maggior parte degli adulti che avranno a che fare con lui.Il viaggio andrà avanti, non senza alcune avversità, fino al serio problema di salute del padre, che, come si era prefissato fin dall’inizio, affiderà il bambino alle cure di un treno che lo porterà lontano da lui ma al sicuro, dai suoi cari, circondato da chi potrà finalmente capire la sua essenza, inserito in un mondo in cui, come afferma lo stesso Ball, "ogni sua parola sarà compresa come mai prima", in cui sarà lo stesso figlio, ad essere considerato come l’unico e vero censimento: lui sarà la vera unità di misura su cui il lettore potrà basarsi per effettuare il vero rilevamento, l’unico di cui alla fine importa, ossia la capacità di saper distinguere, immersi in quel vastissimo ventaglio di animi che è la natura umana e da cui siamo circondati giorno dopo giorno, chi avrà la capacità di comprendere, chi di essere indifferente, o chi addirittura di cacciare via.

Come si può benissimo immaginare, una storia così tanto particolare non può includere altro che presenze particolari tra cui la madre, una clown di successo che, grazie agli studi intrapresi alla Shape School, un istituto che, come dice lo stesso nome, formava: tutto ha una forma, e tutto può assumerne una forma. Esattamente come, nel caso di un tema così delicato come la sensibilità verso chi non appartiene alla cerchia della "normalità", non è detto che chi manchi di comprensione, non possa acquisirla se posto davanti a ciò che teme di più: la diversità.

Titolo: Censimento
Autore: Jesse Ball
Editore: NN
Pagg.: 264
Prezzo: € 18,00
Voto: 8



12370
Create a website