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19/07/2019, 01:18



Curiosità-e-dubbio---L’angolo-socio-psico-pedagogico-di-Giusi-Lo-Bianco


 



Curiosità e dubbio

L’angolo socio-psico-pedagogico di Giusi Lo Bianco


I migliori servitori di una mente brillante sono Chi, Cosa, Dove, Quando, Come e Perché.

Per sentirsi vivi sempre, non bisogna mai smettere di osservare il mondo, di porsi delle domande e di domandare... E, una volta giunte le risposte, bisogna poi dubitare dei contenuti appresi e continuare ancora...il processo per funzionare deve essere in divenire. Non si può restare altro che stupiti quando si contemplano i misteri dell’Universo, dell’eternità della vita e della struttura meravigliosa della realtà. La curiosità e il dubbio sono il Santo Graal dell’esistenza, la base dell’evoluzione, del progresso, della scienza e della conoscenza.

Che cosa è la curiosità? Cosa produce nel pensiero?

Curiosità - dal latino Curiòsus, da Cura - vuol dire "prendersi cura",
"interessarsi". E’ una tensione naturale che prende il nome da una sollecitudine, dal desiderio di conoscere ciò che ci sta intorno.
Il curioso è colui che ha premura, che si prende cura.
La curiosità è il primo segno della vitalità di una persona. 
Come espressione del desiderio di sapere, la curiosità è la tensione grazie alla quale possiamo acquisire informazioni da correlare tra di esse per formare delle interpretazioni dei fatti. La curiosità - ha scritto Foucault - evoca la "cura", l’attenzione che si presta a quello che esiste o che potrebbe esistere.
Il pensiero che vale la pena praticare, secondo il filosofo, non è quello che cerca di assimilare ciò che conviene conoscere, ma quello che consente di smarrire le proprie certezze. La curiosità che lo anima non si immobilizza davanti al reale, ma cerca di disfarsi di ciò che è familiare, si esercita a guardare le cose diversamente. Il pensiero allora ha a che fare con lo spaesamento, con la capacità di dislocare, di esporre il familiare all’inusitato, di inquietare.Per Foucault il sapere non è fatto per consolare: esso disillude, rende inquieti, incide, ferisce.

La curiosità, quindi, è l’espressione concreta di uno degli istinti più profondi dell’essere umano, è proprio ciò che caratterizza gli esseri umani in quanto tali. È la curiosità che ha guidato tutto il processo di evoluzione, che ha portato l’uomo a uscire dalle caverne e conquistare la Luna. E’ la
curiosità che genera il dubbio.

Cosa dire del dubbio. E’ la forma più eccellente di pensiero.Cōgǐto ergo sum, diceva Cartesio. Pensare è esistere. Dubitare è pensare. Dubitare è esistere, diceva Aristotele.

Il dubbio è il principio di tutto, la base della filosofia. Il metodopiù eccellente del filosofare. Quello preferito da Socrate. Pure Platone si interessò al dubbio, ereditò da Socrate l’idea che solo a partire da un sapere innato è possibile accorgersi della caducità del mondo circostante, e quindi della necessità di dubitare di ogni forma di conoscenza che derivi unicamente dai sensi. Il dubbio diventa quindi uno strumento metodologico per la ricerca del vero. 

Un metodo che consente all’uomo di superare i limiti dovuti aipregiudizi e di ragionare in modo non casuale, ma ordinato.E se ci pensiamo bene, in tanti videro una mela cadere, ma solo Newton si chiese il perché.Questo cambiò il destino di tutti.Siate curiosi e dubitate.

18/07/2019, 16:30



È-morto-Luciano-De-Crescenzo,-l’ingegnere-che-rese-appetibile-e-per-tutti-la-conoscenza-della-filosofia


 



È morto Luciano De Crescenzo 

 l’ingegnere che rese appetibile e per tutti la conoscenza della filosofia


È morto oggi 18 luglio 2019 a Roma Luciano De Crescenzo. Nato a Napoli, 91 anni fa l’ingegnere che abbandono una carriera ventennale presso una azienda informatica per dedicarsi alla sua più grande passione, la filosofia. Grazie ai suoi libri, da Così parlò bellavista del 1977, avvicinò alla lettura e conoscenza della filosofia, rendendola fruibile e di facile comprensione anche ai non addetti ai lavori titolati, come d’altronde era lui, in quanto appassionato e laureato in ingegneria.

In due giorni, ieri Andrea Camilleri, oggi il campano De Crescenzo, l’Italia perde due perle di cultura ironiche e apprezzate dal grande pubblico.

Ci uniamo al cordoglio della famiglia.
18/07/2019, 01:01



Delia-Ephron----Avviso-di-chiamata---Fazi-editore
Delia-Ephron----Avviso-di-chiamata---Fazi-editore


 



Delia Ephron  - Avviso di chiamata - Fazi editore

Le recensioni in LIBRirtà

A cura di Anna Cavestri


Pubblicato da poco per Fazi, in questo romanzo l’autrice ci porta a riflettere sulla famiglia e sulla cura del genitore anziano. Nel precedente romanzo "Siracusa" (lo scorso anno, sempre per Fazi) erano i rapporti di coppia a fare da protagonisti.Qui troviamo una famiglia americana, una madre, insegnante, a cui piace bere che se ne va con un uomo molto diverso da lei e dal marito, lasciando le tre figlie col loro padre. 

Il padre, scrittore di sceneggiature cinematografiche, reagisce molto male alla decisione della moglie e inizia la sua crisi che non supererà mai.È un alcolista, soffre episodi maniaco- depressivi, tentativi di suicidio, amori impossibili e tanto altro. Eve, la seconda genita è organizzatrice di eventi , è quella che in prima battuta si deve occupare del padre. La sorella maggiore Georgia è eccentrica direttrice di una rivista e sempre impegnatissima, Maddy la piccola, bohémien, attrice stralunata a rincorrere un lavoro che non ha.Dopo alcuni anni che la madre se n’era andata, il padre viene ricoverato in una clinica psichiatrica. 

È oppositivo , difficile da gestire, richiede impegno. Eve ha marito e figlio oltre il suo lavoro, la sua è una corsa continua tra i problemi del padre e il suo ménage familiare e lavorativo. Le sorelle sono impegnate in altro e a parte qualche fugace comparsa, del padre non si preoccupano.Le stranezze e le problematiche di questo padre mettono in crisi la vita di Eve. Ne combina di tutti i colori, compra tre case in una volta sola, si trova fidanzate strane, ed Eve corre sempre. La chiama più volte al giorno per telefono, la esaspera. Nel frattempo viene ricoverato e fatta la diagnosi di demenza senile. 

La gestione è ancora più difficile. Arriva a pensare tutti i modi per farlo fuori, ed è un sussulto ogni volta che il telefono squilla.Fino a non sopportarlo più, e quando si presenta a casa sua, durante la festa di compleanno del figlio, ubriaco e facendone di ogni, batte in ritirata .Lo affida alle sorelle, non vuole più saperne e per sette anni non lo segue più.Il romanzo è un continuo rimando ai ricordi del prima e dopo, passato e presente della vita familiare di Eve.Qualche sporadico incontro con le sorelle che l’aggiornano sul peggiorare delle condizioni del padre, che ormai impossibile da gestire viene ricoverato in una clinica proprio vicino a casa di Eve. 

Il romanzo è incentrato sulle dinamiche familiari, in maniera ironica, vizi e virtù di ognuno vengono a galla. Niente che non sia riscontrabile nella realtà. L’egoismo dei genitori e delle figlie, ognuno vuole tutelare le proprie scelte ed i propri spazi, le responsabilità che dovrebbero essere condivise, sono materia di litigi e incomprensioni. Il rapporto conflittuale con i genitori ed il doversene comunque prendere cura. 

Non sempre e non per tutti è semplice, così è stato per le tre sorelle, tanto legate ma tanto diverse nel rapporto col padre e la madre. Eve è poco considerata, ma è quella che è stata più vicina al padre e lontana dalla madre, Le altre due più preferite dal padre, soprattutto Georgia.Loro hanno anche rapporti con la madre, ogni tanto.Sarà sempre Eve, quella che si sentirà più scossa dall’aggravarsi del padre. Come se si dovessero chiudere dei conti in pari. 

È un libro accattivante, scritto bene, con ironia affronta tematiche difficili e fa riflettere molto. La famiglia non la scegliamo, lo dico sempre, ma ci dobbiamo fare i conti, nella buona e nella cattiva sorte.

Titolo: Avviso di chiamata
Autore: Delia Ephron
Editore: Fazi
Pagg.: 334
Prezzo € 19,00
Voto: 10


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