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01/11/2018, 01:20

Dio, demoni, possessioni, horror



William-Peter-Blatty---L’esorcista---Fazi-editore---Le-recensioni-in-LIBRIrtà


 



William Peter Blatty - L’esorcista - Fazi editore  
Le recensioni in LIBRIrtà



A cura di Salvatore Massimo Fazio.

La piccola Regan vive con la madre, che vedendo a occhio nudo la trasformazione della figlia, lividi, strani comportamenti, si affida a equipe di medici psichiatrici. Le proverà tutte. Frattanto a casa si verificano strani "segni". 

Il momento è giusto per chiamare un giovane prete di quartiere che pare avesse dei talenti per intuire se c’è altro al di la della potenziale malattia. I due si incontrano, e si presenta la voce roca della bambina. Sono i demoni a parlare, che metteranno in crisi il pessimo rapporto tra il parroco e la madre di quest’ultimo. Reminiscenze, sensi di colpa, messe alla prova diaboliche, ma di fatto concreti, della vita dell’uomo. La ragazza è posseduta.

Seppur scettica la madre di Regan, si rende conto che l’ipotesi avanzata e epistemologizzata dal giovane parroco è corretta. Ci vuole un grande esorcista. 

Bellissima la copertina del libro, che diverrà un kolossal del grande schermo e che ad oggi rimane insuperabile come film che ha creato disagi psicogeni e terrori nelle notti. Pur esistendo Halloween, che è diventata la cazzata del secolo, ereditata da americani e dalla torinese memoria, per far si che la droga a fiumi colga le troie e magnaccia, il libro cade a fagiolo ricordarlo. Non una zucca scolpita, né lo zombie Eddy dei leggendari Iron Maidem. Nulla! 

La copertina col il vecchio sacerdote che giunge sull’uscio della casa della posseduta è l’inquieto vivere per tutte le generazioni, l’avvertire ciò che sta per accadere: il programmare e la consapevolezza dell’imminente morte del proprio fisico con rischio che ne venga infestata l’anima.

Bestemmie, lotte, vomito, rammemorazione e ricordi. Il diavolo può tutto.
Libro uscito nel 1971, per Fazi nel 2009, e ristampato nel 2016 in nuova versione, con nuova copertina, ma con sempre quella sagoma del prete che guarda la casa infestata.

La penna di William Peter Blatty è perfetta. Come un angelo psicologo, lo scrittore, che si ispirò, rimanendone impressionato, ad un caso degli anni ’40 di una probabile possessione verificatasi su un ragazzo di 13/14 anni nel Maryland, prima di scriverlo, si informò e studiò oculatamente tutto ciò che fino a quel momento era ritenuto qualcosa di medievale. Grazie al suo impegno, si è riaperta una ferita rimasta chiusa per anni con l’errata convinzione dell’auto da fé delle streghe e si è iniziato a studiare sempre più profondamente il fenomeno di possessione vs la malattia psichiatrica, con contorno di culture e richiami al paranormale di alcune civiltà.

La nuova edizione di Fazi appartiene alla collana Darkside, ed è ben strutturata. Una copertina ad hoc e la meraviglia di dar un testo che ha fatto storia e la stessa storia ha contribuito a stravolgere la scienza e le convinzioni della Chiesa. 

Una nota, William Peter Blatty è anche lo sceneggiatore del film che che porta lo stesso titolo del libro.

...e ancora un’altra: il 31 ottobre 2008, nel celebre sondaggio di Halloween sul cinema horror, L’esorcista è stato votato miglior film dell’orrore di tutti i tempi - seguito da Shining di Stanley Kubrick e da Alien di Ridley Scott.


Autore: William Peter Blatty
Titolo: L’Esorcista 
Editore: Fazi  
Pagg.: 428 
Prezzo: € 14,00 (in e-pub € 4,99) 
Voto: 10 e lode
25/10/2018, 01:01

Radio, Calcio, Riccardo Cucchi



Riccardo-Cucchi---Radiogol---Il-Saggiatore---Le-recensioni-in-LIBRIrtà


 



Riccardo Cucchi - Radiogol - il Saggiatore  
Le recensioni in LIBRIrtà



A cura di Salvatore Massimo Fazio.

Ad oggi non c’è un libro di area sportiva che ilSaggiatore sbagli. È la volta di Radiogol, del leggendario Riccardo Cucchi, allievo indiscusso di Enrico Ameri e Sandro Ciotti nonché voce della radio di quel 9 luglio 2006, che conclamò per la quarta volta l’Italia Campione del mondo, nella storica finale di Berlino che vide la nazionale italiana guidata da Marcello Lippi e in campo, tolti Buffon, per noi meritava a seguire il pallone d’oro, e Cannavaro, che invece lo vinse, da Francesco Totti. Si proprio lui il capitano della Roma che qualche mese prima, era il febbraio 2006, a causa di una brusca caduta in uno (non) scontro col difensore dell’Empoli Vanigli, che a dir il vero non lo toccò, cadde malamente con immagini che ancor oggi fanno rabbrividire.

Proprio di quella finale, ci piace raccontare l’esperienza del maggiore radiocronista contemporaneo. L’alloggio, nell’ ex Berlino dell’Est, dove ancora vigono dei sistemi di controllo che con la democrazia hanno poco a che vedere. Riccardo Cucchi, racconta, così come in altri capitoli, i contorni dell’evento, di quella finale straordinaria, e immerge il lettore a diventarne clone. Ci si sente e si prova le emozioni e le sensazioni che l’autore ha vissuto e senza mai stressare e dilungarsi in dettagli inutili, fa vivere questioni sociali ancora in vigore, rapporti dei tedeschi con gli italiani (memorabile l’incontro con un tifoso tedesco che lo riconosce come italiano e gli dichiara "adesso vincetela voi questa coppa" dopo che Grosso, leader indiscusso della semifinale proprio contro i padroni di casa, aveva realizzato tutte le manovre per abbatterli in quel 2-0 che ci proiettò in finale).

Vi sono momenti commoventissimi oltre la struttura dell’edonismo e della soddisfazione di un giovane Cucchi che inizia la sua carriera, già prima degli studi che lo avvieranno ad essere la persona cordiale e simpatica che conosciamo dalla radio ma anche dal teleschermo. Chi sapeva della veridicità di ciò che si celava dietro il film "Fuga per la vittoria"? Pochi! Adesso quei pochi si sono deduplicati certamente è non si può non dar adito e merito al tifoso laziale (Mannaggia! Noi Romanisti e Catanisti, nonostante le due tifoserie non si sopportino, lo avremmo voluto almeno giallorosso!), che con grande professionalità storica, intervista un giocatore che quella partita vera e non quella del film, la giocò, raccontando cosa fecero i bastardi nazisti. Perché ci esponiamo nell’appellarli cosi? Perché è giusto che sia così! Perché un uomo che è investito di potere sulla pelle di un altro uomo e lo umilia, abusa e poi dopo che perde la partita gli spara contro, è solo un vile bastardo!

Ma ancora, i fratelli Abbagnale con Peppiniello di Capua, re indiscussi di quel proletariato che si impone a fatica e volontà, tanta, fino a diventare padroni indiscussi nel "due con" del canottaggio.

Tanti capitoli, per nulla pesanti, con una leggibilità ottimale, e uno stile, che a momenti è la traduzione della bellissima radiocronaca per chi ancora oggi non rinuncia a seguire lo sport tutto in radio. Lo fa propositamente la voce nazionale che ascoltiamo, ci piace dire, alla domenica, in quel Calcio minuto per minuto di cui, ci racconta la storia coi personaggi, facendoceli vivere da vicino, fino a determinarne una emulazione: chi per una volta non ha imitato la voce di Sandro Ciotti? Credo che tutti i fan della radio lo abbiamo fatto. O chi non si è messo nei panni di Enrico Ameri? Non tutti, ma i più esigenti nel gioco pedagogico da bimbi sicuramente sono emersi a emulare il maestro di Livorno. 

Ci sarebbe da raccontarlo tutto questo libro, perché è un piacere anche di onestà, sin dall’ouverture, ma non lo faremo, vi rimandiamo in libreria. 

L’ouverture dicevamo. Racconta la partita importante dove la voce di Cucchi a sua insaputa aleggerà dentro lo stadio Olimpico per più di mezz’ora, durante Perugia - Juventus (1-0 n.d.r.), dove racconta che qualche parolina di troppo forse era uscita da qualcuno contro il Maestro indiscusso Carlo Mazzone, allenatore del Perugia che non avrebbe fatto nulla per vincerla e giocarla onestamente quella partita perché avrebbe consegnato lo scudetto alla Lazio. Lui romanista, quella partita l’ha vinta e la Lazio, che era enorme per qualità e quantità lo meritò tutto. E lo ribadiamo, ci tocca ammetterlo da romanisti e catanisti, la Lazio, che era enorme per qualità e quantità!

Un libro che val la pena leggere ed introiettare, perché c’è un frammento di storia che meriterebbe di essere insegnato dalle scuole medie inferiori, non facendo annoiare i più giovani.

Caro Riccardo, siamo riusciti ad imporci nel panorama dei blog di libri per la nostra irriverenza e alternatività, cosi ci hanno detto, e anche con te, ci perdonerai se ti diamo del tu, non può mancare la nostra proposta: ti aspettiamo a Catania e vogliamo presentarti noi.

Autore: Riccardo Cucchi
Titolo: Radiogol 
Editore: ilSaggiatore
Pagg.: 272
Prezzo: € 18,00 (in ePub € 8,90)
Voto: 8 e 1/2

18/10/2018, 01:54



Giuseppe-Sterlino---Una-luce-nel-profondo-buio---Akkuaria---Le-recensioni-in--LIBRIrtà


 



Giuseppe Sterlino - Una luce nel profondo buio - Akkuaria  

Le recensioni in  LIBRIrtà


A cura di Federica Duello.

"Una luce nel profondo buio" di Giuseppe Sterlino, pubblicato per Akkuaria, è un completo e particolarmente dettagliato trattato sulla storia della natura umana, sull’impatto dell’uomo sull’uomo e sulla conseguenza della sua esistenza su quel motore di vita quale è la Natura da cui tutti noi traiamo origine fin dalla notte dei tempi. 

Egli studia i primi bisogni dell’essere vivente, uomo come animale, come la migrazione, altrimenti definita come lo spostamento da una regione a un’altra al fine di procacciare risorse per il sostentamento del sé e del gruppo di appartenenza: a riprova di questo si vedano i primissimi esseri viventi apparsi, secondo i religiosi, sulla faccia della terra. Adamo ed Eva, quando ancora "il tempo non era tempo", come dice lo stesso autore, furono cacciati dal giardino dell’Eden per aver voluto sfruttare appieno le risorse di quel paradiso che il Signore aveva dato loro, e da cui furono cacciati e condannati a una vita di sudore, fatiche e dolori e costretti allo spostamento continuo alla ricerca di risorse di cui avevano bisogno; e tale fu il destino di qualsiasi altro essere vivente venuto dopo di loro che per convenzione chiamerò uomo. 

Tornando al lato storico della faccenda, e andando di pari passo con i vari stadi dell’evoluzione umana, processo che ha portato fin dalla formazione della primissima cellula di ognuno di noi ad essere parte integrante del sistema Natura, Sterlino analizza la volontà intrinseca di ogni essere umano dotato di intelletto e di quella pericolosissima arma chiamata "libero arbitrio", che fece capire persino ai nostri cavernicoli antenati di essere in grado di governare, in quanto superiori in raziocinio, sui propri simili e sulla natura circostante. Facendo un salto nel tempo verso accadimenti molto più recenti, e con l’apparizione dei confini geografici che ad oggi delimitano pezzi di terra convenzionalmente definite nazioni, si vedano eventi come la conquista delle Americhe o l’Unità di Italia: in entrambi i casi questi spostamenti si scoprirono essere insediamenti prolungatisi poi nel tempo con conseguenti violenze inaudibili a spese degli autoctoni, e anche se a primo acchito potrebbero essere analizzati come due episodi a sé stanti, se si scava più a fondo si vedrà come nel corso della storia le motivazioni trainanti tali atti di migrazione/invasione appaiono essere sempre le stesse: la credenza di aver trovato l’unica soluzione a tutti i mali del mondo, altrimenti chiamata religione, e il voler "contribuire" a migliorare una situazione amministrativa locale, il che in più occasioni ha invece voluto nascondere dietro la propria ombra di altruismo, la volontà di apportare una pace che sottomettesse tutti al proprio volere.

Con il ritorno alla sedentarietà dei popoli dell’epoca contemporanea, dopo lunghi periodi di invasioni e conquiste, cambiano i bisogni: non più le risorse primarie, poiché la globalizzazione ha ormai rimpicciolito e saccheggiato ogni angolo di mondo in cui i più agiati abbiano messo piede per soddisfare i propri desideri, ma il denaro e il conseguente potere sembrano essere le necessità dell’uomo moderno, per cui sente il bisogno di piegare popoli a lui vicini persino con l’inganno. Come si diceva prima, l’Unità d’Italia non fu altro che la volontà di assoggettare la popolazione siciliana, da sempre forte della propria autonomia e indipendenza, al potere piemontese, ma con la falsa promessa di una migliore e maggior tutela di uno stato centralizzato. Questo e tanto altro è ciò che denuncia Sterlino nel suo trattato, chiudendo con la speranza di trovare un essere umano abbastanza intelligente da riuscire a staccarsi dall’intelligenza artificiale, che tanto ci ha fatto disconnettere con la realtà a noi circostante, e vivere in piena armonia con il suo sistema Natura, motore di vita da cui tutto è nato, riuscendo, forse, a correggere nel futuro ciò che rappresenta il malessere che l’umanità oggi è costretta a subire.

La sua denuncia sociale fa breccia sulle dinamiche odierne di supremazia che le nazioni più ricche hanno adottato e continuano ad adottare nei confronti dei sottomessi, siano essi di altra etnia o genere: in fondo, le religioni hanno anche insegnato che anche la donna è un essere inferiore, al servizio del dio uomo, e questa è da sempre stata una supremazia che ha reso i popoli ancora più agguerriti e certi nelle loro supposte verità, che ha portato a guerre e asservimenti in nome di un accatastamento di natura primordiale di risorse in altro modo, si pensa, inarrivabili.


Autore: Giuseppe Sterlino
Titolo: Una luce nel profondo buio
Editore: Akkuaria
Pagg.: 114
Prezzo: € 12,00
Voto: 9


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