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Il manuale praticomico per affrontare la separazione del duo Donini Midena è già un evergreen

2021-04-22 00:01

Admin

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Il manuale praticomico per affrontare la separazione del duo Donini Midena è già un evergreen

Giovanna Donini - Andrea Midena - Ti lascio per riprendermi - Solferino - Le recensioni in LIBRIrtà - Gli Evergreen - A cura di Letizia Cuzzola

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Giovanna Donini - Andrea Midena

 

 

 

Ti lascio per riprendermi
Manuale praticomico per affrontare la separazione

 

 

 

 

Solferino

 

 

 

Le recensioni in LIBRIrtà

Gli evergreen


A cura di Letizia Cuzzola

 

   Già dalla premessa, i toni di “Ti lascio per riprendermi. Manuale praticomico per affrontare la separazione” (Solferino, 2021) di Giovanna Donini e Andrea Midena sono chiari: inizio a scuotere la testa affermativamente dalla prima pagina della Premessa: l’idea del love coach mi appare geniale e che il libro sia stato scritto da due che l’esperienza l’hanno vissuta lo rende affidabile. Ora… l’argomento è interessante, le pagine tante e gli input ancor di più per cui direi di mettervi comodi voi e di andare con ordine io, guidandovi per punti e per grandi linee, così che non ci confondiamo.

 

   Come capire quando è il momento di lasciare. Io adoro le liste, gli elenchi, gli schemi da poter poi distruggere in un nanosecondo di irrazionalità dopo averci passato magari su ore per tenere a bada l’ansia. Non lo fate. Leggete con cura i segnali proposti dagli autori, due su tutti, che credo siano anche i più diffusi: «Ogni scusa è buona per non rientrare a casa dopo il lavoro (…) Negli stadi più avanzati di casa-fobia c’è chi non rientra neanche la sera inventandosi di aver trovato un lavoretto come metronotte per arrotondare» e «Quando ti dice che non ha voglia, fingi di dispiacerti poi vai nella stanza accanto e fai un trenino di Capodanno senza vagoni». Disagio, al quaglio l’ultima sensazione che si dovrebbe provare accanto a chi si ama. Ancora. Forse.

 

   Come lasciare. Il secondo capitolo si apre con le storie di due coppie collassate, che il momento di lasciarsi l’hanno capito che bussa alla porta già da tempo, ma che vanno avanti per inerzia e facciata pur avendo storie parallele, che già questo dovrebbe far pensare che forse qualcosa che non va c’è… fra i metodi proposti per trovare il coraggio di chiedere la separazione due, anche qui, hanno attirato la mia attenzione: il metodo delle due buste: «(…) metti sul tavolo due buste, ciascuna con dentro un biglietto: sul primo avrai scritto “Ti lascio”, sul secondo “Ti lascio adesso”. Appoggia le due buste sul tavolo e chiedi alla persona che vuoi lasciare di sceglierne una. Vedrai che farà la scelta giusta», lineare e semplice; il metodo del reiterato fastidio: «Compila una lista con tutte le cose che gli danno fastidio e fai in modo di presentargliele in spietata sequenza» (adoro!).

 

    Come lasciare qualcuno che non vuole essere lasciato. «Tu prova a dirglielo, ma se proprio non capisce regalagli questo libro e scappa». Ottime le regole a fine argomento, brevi considerazioni in un dialogo costante con il lettore che ha la sensazione, più che di lèggere, di star conversando con un amico. È una scrittura rassicurante quella di Donini e Midena che non tralasciano alcuna casistica.

 

    Chi lascia o è lasciato perché ha incontrato un’altra persona. «In un primo momento chi è stato lasciato e non amava più soffre comunque, perché resta legato alle abitudini che appartenevano alla sua relazione, alla sequenza di gesti che erano entrati a far parte della sua vita, ai riti che componevano la sua liturgia quotidiana e che ora gli mancano. Ma si tratta di riti pagani che non sarà difficile sostituire e separarsi è stata la cosa più giusta». In sunto lasciare o esser lasciati è sofferenza a prescindere. Ma temporanea se si tiene bene a mente che la vita va avanti. E spesso basta solo guardarsi attorno o togliere lo scheletro dall’armadio e dargli una spolverata.

 

   I contorni della separazione. Il lettore si imbatte in una sorta di miniguida pratica: dalla valigia alla nuova sistemazione, con tanto di suggerimenti su come scegliere a casa di chi rifugiarsi se non si ha un alloggio ‘di emergenza’ in attesa di ritrovare il proprio spazio. Essenziale e praticamoltopratica. Geniale mentre si passa dall’idea del party liberatorio al kit di sopravvivenza sul modello lista nozze al separation planner che subentra al love coach, al portavoce per risparmiarsi spiegazioni e giustificazioni a parenti e amici.

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Questi ultimi sono figure chiave prima dopo e durante. Con leggerezza e ironia nulla è tralasciato al caso: l’esperienza di entrambi gli autori guida alla praticità senza dimenticare il tormento dei sentimenti, diluisce con ironia le tappe e gli eventi che possono far più male, tenendo bene a mente il fine ultimo di ritrovare la serenità e la stabilità mentale.

 

    L’amore è sopravvalutato. Andando avanti nella lettura inizia a prendere forma la sensazione che buona parte dei rapporti di coppia finisca perché ci si perde di vista. Riformulo. Si perde di vista il sé, si tende a diventare un noi che non bada più all’io. Ci si sente in colpa se non si riesce più a essere all’altezza delle aspettative dell’altro; la paura di fargli del male ci trasforma in contorsionisti che le coltellate se le danno da sé. E la regola suggerita è: «Prova a imparare ad amarti. O almeno cerca di starti sui coglioni il meno possibile». Separarsi spesso può essere una tragedia se non lo si fa, se si continua a sguazzare in una situazione in cui le maglie si stringono sempre più e in cui, spesso, fra quelle maglie resta impigliata un’altra persona (il terzo incomodo, quarto se entrambi i coniugi appartengono alla tipologia di cui al punto uno). Fra l’altro, la Storia ci insegna che alcuni divorzi hanno portato a cambiamenti epocali avendo spianato la strada alla costituzione di nuove coppie: Antonio e Cleopatra, Enrico VIII e Anna Bolena, Giuseppe Garibaldi e Giuseppina Raimondi quelle citate dagli autori. Insomma si chiude una porta e si apre un portone.

Epilogo. «Però se sei infelice non fare passare una vita, perché è la tua e un’altra non ce l’hai».


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Gli autori

 

Giovanna Donini

giornalista, autrice televisiva e teatrale. Si occupa da sempre di comicità alternando il teatro e la tv al giornalismo. Dal 2006 scrive per comici affermati e fa parte della redazione di Smemoranda.

 

Andrea Midena

Inizia l'attività di cabaret nel 1989 con Gianni Giannini, formano il duo de "Gli Estinti". Anni dopo con lo stesso fonda il primo laboratorio di cabaret in Italia, lo "Scaldasole". Un luogo dove i comici possono sperimentare cose nuove di fronte a un pubblico consapevole di partecipare ad una sorta di prove aperte. È comico in tv a Zelig Circus (2006), a Zelig Off in coppia con Herbert Pacton (2007-2008), a Central Station (2008), a Colorado Cafè affiancato da Nadia Puma (2009) e in molte altre televisioni come la Televisione Svizzera Italiana.

Da sempre impegnato nell'attività di autore, in modo particolare di Gioele Dix ma anche di numerosi artisti come Mago Forest, Baz, Gabriele Cirilli e molti altri collaborando con le più importanti realtà italiane come Zelig, Colorado Cafè e Comedy Central. 

 

Il libro

Titolo: Ti lascio per riprendermi. Manuale praticomico per affrontare la separazione
Editore: Solferino
Pagg: 240
Prezzo: € 15,00
Voto/Valutazione: Utilissssimo e onesto